La Quinta Stagione_ N. K. Jemisin

La Quinta Stagione è un romanzo davvero sconvolgente, sia per la sua forza narrativa che per la spettacolarità della storia, epica e drammatica.

L’autrice, Nora Jemisin, ha stabilito un record vincendo per tre volte consecutive il premio Hugo con la sua trilogia che comprende The Obelisk Gate (2017) e The Stone Sky (2018), i tre titoli compongono la serie de La Terra Spezzata.

L’idea nasce, come racconta in un’intervista, dai sogni che fa e, in parte, dai tentativi di dargli un senso. Per le cronache della terra spezzata ha anche studiato, in questo caso sismologia, perché quello che accade nel romanzo è assolutamente realistico, anche se declinato a magico e fantastico per aiutarci ad esplorare il mondo da lei costruito, come succede spesso nel linguaggio del fantasy che ci restituisce con una prospettiva inusuale quello che abbiamo davanti agli occhi.

Lo sfondo è un unico continente ininterrotto, l’ Immoto, un nome inusuale dal momento che la sua peculiarità è essere in continuo movimento. Le città sorgono e vengono inghiottite, la società si riorganizza in fretta, la vita è dura, il centro del potere è a Yumenes, l’unica città ad essere rimasta stabile per 27 secoli. Qui dimora l’imperatore, qui risiede il Fulcro, ma soprattutto è la culla della litodottrina. L’unico modo per sopravvivere in questo mondo è seguirla ciecamente; è una serie di direttive ingegneristiche, legislative e comportamentali che permettono di sopravvivere alle Quinte stagioni, generalmente innescate da terremoti, maremoti o eruzioni vulcaniche, che danno il via a una catena di eventi che, oltre alla distruzione immediata provocata dalle scosse telluriche e dall’attività vulcanica, genera profonde alterazioni climatiche. Nel Fulcro vengono addestrati gli orogeni, esseri umani in grado di interferire con gli eventi sismici arrivando al punto di scatenarli o scongiurarli. è una capacità innata, biologica, una specie di sesto senso, ma anche una grave condanna. Manifestandosi in maniera istintiva fin dall’infanzia, in mancanza di addestramento diventa un grosso problema da gestire e per questo gli orogeni, indistinguibili dagli altri esseri umani, sono temuti al punto di venir uccisi se riconosciuti. La società però ha trovato il modo di sfruttare il loro potenziale; identificati e addestrati diventano preziose risorse, armi… ma sono lo specchio di uno schiavismo ben camuffato sotto una specie di educazione militare.

Dunque, un world building straordinario, ma anche un umanità dei personaggi complessa e profonda.

Così questo romanzo assume indubbiamente i tratti di una storia di discriminazione e ribellione: non per niente la dedica è molto significativa “A quanti devono combattere per ottenere quel rispetto che agli altri è garantito.”

Le vicende sono narrate dalla voce di tre donne in fasi diverse della loro vita: una bambina di nome Damaya, una ragazza di nome Syenite e una donna di nome Essun. Sono tre donne molto toste, tre orogene, che si confrontano con il complesso mondo creato dall’autrice, svelandone contraddizioni e brutalità. Attraverso di loro comprendiamo la natura dell’orogenia, magica nel suo essere incompresa e scientifica nel suo essere vincolata alle leggi della natura, e ci scontriamo con una società molto diversa dalla nostra per quanto riguarda l’equilibrio tra tolleranza, discriminazioni e soprusi.

Il viaggio che intraprendiamo con loro va anche alla scoperta di particolari personaggi come i Custodi (che rintracciano e si occupano della formazione degli orogeni, anche guidandoli e difendendoli da loro stessi), dall’eredità delle civiltà passate al significato dei misteriosi obelischi fluttuanti nel cielo.

Nel 2019 la trilogia delle Terra spezzata è conclusa (anche se due dei libri sono ancora inediti in Italia) e si è concordi nel dire che con questa sua opera la Jemisin ha scritto un pezzo di storia importante per la science fiction e il fantasy.

Le domande restano tutte aperte, essendo il primo libro di una trilogia che fa ben sperare per i contenuti complessi, uno stile narrativo potente e maturo e un nuovo mondo, suggestivo e coinvolgente.