Ti prendo e ti porto via_ Niccolò Ammaniti

Mi dispiace, non aiuterò le librerie e l’editoria italiane, ma se c’è qualcosa di meglio che comprare un bel libro è comprarlo usato da il libraccio a prezzo stracciato.

Che vi devo dì…

Questo romanzo è uscito nel 1999 ma ci parla ancora con spensieratezza. Niccolò Ammaniti è un sempreverde, non invecchia mai; se non fosse per le immagini di fiat 131 scassate e motorini Ciao, non ci renderemmo conto che Ischiano Scalo non è temporalmente dietro l’angolo. Ischiano Scalo non esiste, Ischiano Scalo è ogni paesino di provincia con il suo degrado e i suoi disagi.

A Ischiano Scalo succede la qualunque e nella sua cornice si intrecciano le casarecce vicissitudini di una serie di personaggi con cui entriamo in contatto singolarmente, conoscendone i molti vizi e le poche virtù, i segreti, le debolezze, i sogni e le difficoltà, sono ignoranti, boriosi, problematici, ingenui… un ventaglio di casi umani insomma.

A Ischiano Scalo il mare c’è ma non si vede. E’ un paesino di quattro case accanto a una laguna piena di zanzare. Il turismo lo evita perché d’estate s’infuoca come una graticola e d’inverno si gela. Questo è lo scenario nel quale si svolgono due storie d’amore tormentate.

Pietro Moroni è un ragazzino delle medie introverso, con la testa tra le nuvole e tormentato dai bulli. E’ innamorato della sua migliore amica Gloria e lei è bella e spavalda, famiglia ricca e perbene, mentre il padre di Pietro fa il pastore ed è un violento ubriacone, suo fratello è stato bocciato tre volte alle medie e la madre ha problemi psichici. Ma tra loro c’è un legame affettivo che va oltre l’amicizia adolescenziale.

Sull’altro fronte Graziano Biglia, logoro playboy tornato a Ischiano per mettere su famiglia, ma che per motivi del tutto sbagliati intreccia una relazione con la misteriosa Flora Palmieri.

Ammaniti manipola i loro destini, crea e dissolve coincidenze portandoci verso un finale totalmente inaspettato, dai toni noir.

Quello per cui sono andata pazza è stata la graffiante ironia con cui sono stati trattati certi temi della vita, da quelli più comici a quelli più inquietanti; si alternano rocambolesche vicende che partono comiche e sfiorano il tragico come se fossero montagne russe e per farlo al meglio Ammaniti non osserva precisi schemi narrativi ma alterna una scrittura calibrata a registri verbali diversificati.

Nonostante il velo di inquietudine e la finale amarezza, questo romanzo ti sorprende con una dolcezza inaspettata.

Tenero e crudele.

Annunci