La ragazza del treno_ Paula Hawkins

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Per un’estate intera ho sentito blaterare della “ragazza del treno” di là e “la ragazza del treno” di qua… bene, alla fine me lo sono fatta prestare, perché, non so, avevo il sentore che non fosse qualcosa da sprecarmi a  collezionare sulla mia libreria accanto ai thriller tanto cari al mio nonno.

TRAMA

Rachel Watson, 32 anni è una donna di Londra con seri problemi di alcolismo, causati dal fatto che non riesce ad accettare la fine del suo matrimonio, soprattutto in vista del nuovo matrimonio tra l’ex marito Tom ed Anna, sua amante già da prima che si lasciassero.

Frutto del loro matrimonio sarà, inoltre, la nascita di una bambina.

A causa del suo alcolismo è stata da poco licenziata, ciò nonostante continua a prendere il treno ogni mattina, fingendo di andare al lavoro per salvare le apparenze con la sua coinquilina. Durante i suoi quotidiani viaggi in treno, per sfuggire dalla solitudine, osserva la vita delle persone attraverso il finestrino. La sua attenzione si è focalizzata su una coppia, a cui ha dato i nomi fittizi di Jess e Jason, che idealizza come la “coppia perfetta”. In realtà si chiamano Megan e Scott Hipwell e la loro esistenza non è così perfetta come sembra. Un giorno Rachel vede dal finestrino Megan con un altro uomo e pochi giorni dopo la donna scompare nel nulla. La notte della scomparsa di Megan coincide con la notte in cui Rachel ha alzato troppo il gomito ed è rimasta ferita, momenti di cui non ha alcun ricordo. Pensando di essere responsabile per qualche ragione della scomparsa di Megan, Rachel inizia ad indagare per conto suo, facendo salire a galla una verità sconcertante.

Pensavo peggio. La lettura mi ha tirata abbastanza, la sera mi mettevo nel letto con l’impegno di finirlo e chiudere la parentesi letteraria “ragazza del treno”. Anch’io come miliardi di persone ho pendolareggiato nella mia vita e quindi sono stata prima di tutto curiosa. Io, a differenza della protagonista (o forse un po’ come lei, ma in modo diverso) tendevo ad isolarmi nella mia testa quando non mi andava di leggere per passare il tempo. Mentre il mio corpo era in treno, io venivo rapita nel mio mondo interiore. Anche Rachel ha un mondo interiore, deprimente, scandito dall’alcol, dalle sofferenze e dai fallimenti del passato. Per fortuna i miei viaggi in treno sono meno deprimenti, ma ho sempre pensato che hanno un non so che di nostalgico.

Rachel non sta cercando di rimettere in piedi la sua vita, mi è sembrato (all’inizio) non averne alcuna intenzione, bensì si costringe, si relega (si punisce) in un limbo, il treno, sempre lo stesso con cui va e viene dal suo passato luogo di lavoro, una delle cose che ha perso. L’unico  click verso un tentativo di cambiamento arriva con la scomparsa di Megan e da classica voyeur diventa voyeur 2.0 e inizia ad immischiarsi in fatti che non la riguardano (apparentemente).

Il romanzo è scritto come in forma di diario, ma vi sono tre voci narranti: due di loro, quella di Rachel e Anna, parlano sullo stesso piano temporale, mentre le parole di Megan risalgono a prima della sua scomparsa. In questo senso l’inizio appare molto confuso, perché le tre voci che scandiscono gli avvenimenti hanno una piattissima personalità narrante e quindi bisogna stare attenti al titolo/data di ogni capitolo per entrare nell’ottica del cambiamento. Ciononostante Rachel riesce ad emergere come personaggio principale.

Il colpo di scena è lì sotto gli occhi di tutti prima di metà libro, ma la narrazione abbastanza incalzante, se non per alcuni momenti morti, ti trascina nella sua corrente riuscendo a concederti il beneficio del dubbio.

Ancora non ho visto il film, non credo che lo vedrò, non ne sento il bisogno. E’ un thriller, se conosci già il finale non c’è suspense e quindi che vai a vederlo a fare?!?!?!?!

grazie a tutti