Io non sono Mara Dyer_ Michelle Hodkin

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Avete presente quel meme in cui l’omino fissa apparentemente rapito e concentrato lo schermo del pc e poi nell’ultima vignetta lo scatafascia per aria?????? Ecco, tale è stata la mia reazione alla fine di questo romanzo.

TRAMA

Mara Dyer sa di avere commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede mentre giura di averlo visto con i propri occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell’ospedale psichiatrico in cui è tenuta sotto osservazione. L’unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un’allucinazione. Così la sera è libera di vedere Noah, l’unico che ancora crede in lei, l’unico capace di sfidare i suoi demoni e risvegliare i suoi sensi. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte per fotografarla nel sonno e riporta alla luce una bambola appartenuta alla nonna. Mara le dà fuoco, ma tra le sue ceneri trova un ciondolo identico a quello che Noah porta al collo…

Un paranormal thriller ad altissima tensione, nella tradizione di Christopher Pike e Stephen King. Del primo volume Chi è Mara Dyer Cassandra Clare ha detto: «Ti inseguirà come un sogno. Ti trascinerà senza via di scampo.»

Profonda delusione.

Nella tradizione di Pike e King” è un bestemmione pari a un romanzo del Sommo Valerio Massimo Manfredi che si trasforma in un tamarrissimo film epico.

Le parole con cui si è espressa la Cassandra circa il primo volume per me valgono anche per il secondo, nel senso che l’inconcludenza della trama mi inseguirà come un sogno e la delusione mi trascinerà senza via di scampo…

Dovevo fidarmi delle mie remore iniziali, nonostante non rinneghi assolutamente neppure una riga di ciò che ho scritto. Era troppo bello per essere vero, e io ho creduto nelle magiche paroline paranormal thriller fino alla fine.

Fino alla patetica fine di questo volume.

Ritroviamo una psicotica Mara in balia di pippe mentali davvero poco variegate, un Noah Shaw che ha perso la sua scintilla, una famiglia sempre più odiosa e inutile e tutta una serie di cliché usati malissimo. Il bello è che non ti accorgi che ti stanno fregando fino al 90% del romanzo, perché è alla fine che sbatti contro un muro di: no, ja…  Quindi godetevi la lettura e ad un certo punto fermatevi a scrivere il finale che più vi piace, perché non potrà essere peggio di quello della Hodkin.

SPOILER

Prima di tutto, anche se dovrebbe essere l’ultima cosa da dire per correttezza, sappiate che finisce di merda, e non nel senso già ribadito di “deludente”, ma proprio di merda nel senso che non finisce, cioè io osservavo la percentuale di pagine lette avvicinarsi al 99% e pensavo: ma ho scaricato una copia menomata del romanzo? Possibile che nell’ultimo 1% ci venga rivelato un minimo di qualcosa che abbia un senso?

La risposta è NO.

Analizziamo i fatti.

La Hodkin riesce a mantenere abbastanza la tensione/attenzione di noi dall’altra parte abbastanza bene con “ti sbudino 10.000 cose ma non ti dico un c****” e vabbè, ma poi alla fine ci si ritrova con un pugno di sabbia in mano, di quello che ci fai una bella polpetta e la tiri a tuo cugino.

SPOILERONI

Ricordate il primo volume? Vi rinfresco la memoria? Bene, il monologo di Mara che si presenta: …. Mara non è il mio vero nome, è stato il mio avvocato… raccontare questa storia potrebbe essere un po’ azzardato… eccetera? La tensione piacevolmente causata dalle sue prime parole è letteralmente PUFFF!

E’ stato come leggere un altro libro, come se la Hodkin avesse completamente perso il punto, iniziando a divagare su robe divergenti, strabordando dal vaso della trama divagando su tutto, anzi, non solo divagando, ma proprio aggiungendo una miriade di particolari che sembravano volerci offrire qualcosa di succulento, ma di cui è rimasta solo una scia di profumino presto dimenticabile. Ma vi faccio degli esempi, sennò sembra che io sia pazza….

  • i sogni che Mara fa riguardo (forse) una vita passata? sua nonna da bambina?
  • la fotografia che ritrae la madre di Noah e la nonna di Mara
  • questa collana che viene ritrovata tra le ceneri della bambola che i due danno alle fiamme

Queste sono delle cose fondamentali che, a mio parere, sono state buttate in mezzo in modo scellerato. Ma veniamo alle cose che hanno fatto precipitare il mio grado di attenzione:

  • JUDE. Il ritorno di Jude era stato per me la causa scatenante della pelle d’oca a fine lettura. JUDE. Protagonista di quei finali che ti fanno spuntare un sorrisino di compiacimento alla fine di un romanzo e in previsione del prossimo. JUDE IO CONTAVO SU DI TE! E invece sei un poveraccio belloccio e neanche tanto sadico che è semplicemente scampato al crollo del manicomio perché… udite udite, ha i super poteri. PFFFF!
  • MARA. Non c’è cosa più odiosa delle Santarelline Assatanate.
  • GLI ALTRI. Tutti con i super poteri, tutti riuniti secondo un “machiavellico piano” (e uso le virgolette in modo sarcastico perché avrei voluto conoscere anche solo superficialmente il come e il quando) di questo genio del male (la dottoressa Kells? Bo.)

Insomma un polpettone.

Ora il mio cruccio è: o davvero voglia di aspettare questo terzo capitolo? Di dissipare i miei dubbi? Di sapere se ce la faranno i nostri eroi a… non so neanche a far cosa.

Sapete che vi dico? Non mi interessa, non più, non leggerei un ipotetico terzo volume neanche se amazon lo regalasse (o forse solo SE amazon lo regalasse, ma perché odio non avere le serie complete). Perché ho buttato 6,99 euro, perché non si scrive un romanzo così, perché non si può trascinare una trama per 460 pp e finire a merda, poveramente, senza fare neanche un po’ di solletico. E non credo sia strategia di marketing, perché in quel caso un bravo scrittore semina succulente briciole che alla fine ti rodi il fegato, in questo caso credo si tratti solo del fatto che la Hodkin non sia una buona scrittrice.

Il mio consiglio è leggetelo. Leggetelo per sbattere la porta in faccia a Mara & Co. senza rimpianti e andare avanti.

Addios.

P.S Ho letto delle recensioni di chi ha avuto l’ardire di leggere il terzo volume. Che perseveranza! E con soddisfazione posso dire che, un po’ in anticipo su gli altri, HO RAGIONE!

Grazie a tutti.

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Chi è Mara Dyer?

cover

Devo ammettere che il paranormal thriller suscita in me sempre grande interesse. Per scrivere di questo genere credo che serva un certo spessore di scrittura, altrimenti diventa tutto anti-arbitrario e dozzinale. Quindi quando adocchio e decido di avvicinarmi a questo genere lo faccio piena di aspettative, ma anche con i piedi di piombo, soprattutto quando si parla di una trama dedicata prevalentemente ad un target adolescenziale e post-adolescenziale. Ormai il termine Young Adults è diventato lo stendardo degli editori e viene portato avanti manco fosse DAVVERO stato inventato un nuovo genere letterario. Ma va bene, purchè sia fatto tutto a dovere, senza perdersi pezzi per strada. Anche perchè se vedo thriller vedo Connelly, Reichs, King…

Anche stavolta il caso ha fatto la sua porca parte. Sono infatti incappata in questo romanzo menando, come al solito, roba nel kindle.

Trama:

Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire.
Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos’è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l’unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L’incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?
Un viaggio ipnotico tra i fantasmi dell’amore e della psiche per un esordio thriller paranormale che ha stregato i lettori americani.

Ecco, ero curiosa di vedere se sarei stata stregata anch’io. E molto raramente accade.

Allora, parole chiave che mi hanno “stregata”:

– seduta spiritica;

-allucinazioni;

-qualche morto che non guasta mai;

Io ci tengo alle sedute spiritiche. Non ne ho mai fatta una perchè solo al pensiero mi sento perseguitata da uno spirito maligno. Eppure è una cosa che mi ha sempre affascinata, nonostante i cliché siano imbarazzanti, quindi deve essere fatta bene. In realtà nel libro non accade nulla di eccezionale. La scena è la tipica: ragazzine assurdamente curiose incuranti del pericolo, non quello seguente alla seduta spiritica, ma proprio quello reale, ovvero il recarsi in un Manicomio Abbandonato Pericolante Proibito. E ok. La nostra protagonista Mara, come spesso accade, è l’unica in possesso di quella cosa chiamata Senno, mentre la “sua migliore amica” (Rachel) è una di quelle che si fanno facilmente plagiare dalla sciroccata, antipatica, ce l’ho solo io, tipa nuova. Ma Mara ci va lo stesso, perchè è il compleanno di Rachel, le vuole bene, ed è sinceramente preoccupata che le possa accadere qualcosa di male, quindi mette da parte la sua paura quasi per vegliare su di lei. Amore. Ah, con loro c’è anche il fratello della tipa “cos’è hai paura?”, no, perchè? per l’edificio pericolante? Dove tra l’altro già ci sono morte un paio di persone per i crolli? Pfff… E il di lei fratello (Jude) è tipo il ragazzo di Mara. “Ehy Jude, don’t be afraid…” Hahahaha. Ok.

Spoiler

Andiamo avanti. Le ragazze hanno con sé una tavola ouija e semplicemente, invocando qualcosa, chiedono in che modo moriranno. Lettera dopo lettera, il puntatore indica MARA. Daaannn!

Questo racconto ci viene sviscerato capitolo dopo capitolo, attraverso gli incubi di Mara e i suoi ricordi che affiorano. Questa è una cosa che mi è piaciuta, altrimenti il racconto avrebbe perso metà della sua attrattiva.

La narrazione vera e propria  inizia infatti con Mara che si risveglia dal coma, nessuno le dice cosa sia esattamente accaduto, se non che Rachel e gli altri sono morti in un improvviso crollo dell’edificio, e lei non ricorda nulla. Il dolore per la morte di Rachel è profondo, pensa a lei ogni volta che posa lo sguardo su qualcosa, da un fiore ad un momento vissuto insieme.

Dopodiché troviamo Mara che, con la sua famiglia, si è trasferita a Miami. Non è un caso, suo padre avvocato viene chiamato per occuparsi di un’importante causa e questo diviene il pretesto per cambiare radicalmente aria.

Casa nuova. Città nuova. Scuola nuova. E sappiamo tutti che quando ciò accade non possono non mancare in quest’ordine:

-figuraccia il primo giorno;

-bulletti che ti prendono di mira neanche avessero sentito il tuo odore come dei velociraptor;

-il figherrimo outsider che ti rivolge le sue attenzioni.

Però, però…

Inspiegabilmente, a questo punto, non mi è passata la voglia di leggere. Mistero misterioso. Come lo è quello che Mara inizia a vivere, per la maggiorparte nella sua mente. Questa è un’altra cosa che mi ha garbato. Mara ha sul serio dei problemi, liquidati da una bacchettonissima, fastidiosissima madre che non augurerei a nessuno, che fa passare tutto per stress post-traumatico fino a diventare una madre ancora peggiore non fidandosi più di sua figlia, della sua salute mentale. La mia mamma non l’avrebbe mai fatto. Avrebbe prefetito scivolare nella pazzia insieme a me. Per fortuna Mara ha il Best Brother of Ever.

E anche il figherrimo outsider che non spreca occhi, tempo e denaro se non per lei.

Quindi siamo apposto, no?

No. Ancora inspiegabilmente, non ho smesso di leggere neanche a questo punto.

I tormenti di Mara sono davvero ben scritti e credibili, le sue visioni, gli incubi, il non fidarsi più di sé stessi, della propria sanità mentale…nulla è lasciato al caso o vittima di banalità. Su una cosa sono combattuta. Tra alti e bassi il “principale problemino” della protagonista, ovvero il fatto di pensare tanto tanto intensamente alla morte di qualcuno, realizzandola inspiegabilmente (o ancora inspiegabilmente) nella realtà, mi ha fatto titubare. Ma rimango fiduciosa.

E poi c’è Noah. Ombra di barba, outsider l’ho già detto? Will Hunting di noi altri… Una soffiata, superficiale sia chiaro, di polvere di Holden Caufield che non mi è discpiaciuta come avrebbe potuto. Funziona, i due funzionano. Devo dire anche che la loro storia non si è persa pezzi per strada. Sicuramente l’attrazione fatale è come al solito standardizzata e un pizzichino dozzinale, ma ho letto di PEGGIO. Mara ha, giustamente, sentito sfarfallamenti, che come al solito ha cercato di negare e reprimere, lui, sempre come al solito, è il più sciolto, anche se, sempre come al solito, assolutamente rispettoso. Bah. Comunque gli do una chance, perchè Mara non accantona mai i suoi problemi, a cui l’autrice è riuscita a dare un peso specifico, e che quindi rimangono costantemente a galla e anche questa è una cosa che mi ha fatto andare avanti.

La trama è scorrevole, non si dilunga troppo su cose inutili, tutto ha il giusto peso e ruota debitamente attorno al nucleo principale della storia, ovvero Mara e i suoi effettivi problemi. Purtroppo due/tre avvenimenti risultano quasi superficiali, ma lo metto in conto perché siamo solo alla prima parte e quindi ne attendo lo sviluppo.

Il finale?

Da paura.