The Midnight Sea_ Kat Ross

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E vai con il primo articolo del 2018! Bentornata a me (me lo dico da sola perché mi è mancato davvero tanto scrivere) e bentornati voi alla lettura. Sono orgogliosa di far partire questo nuovo anno col botto! Perché, ladies and gentlemen, la prima lettura esaurita del 2018 è stata una piacevolissima sorpresa.

Mi permetto una piccola intro; avrei voluto azzerare la wish list del 2017 – che tra l’altro conteneva wish del 2016… e anche del 2015… insomma…  – purtroppo sono così, faccio liste su liste, spunto voci e titoli, ma alla fine continuo a pescare nuove letture e a fargli saltare la fila. E The Midnight Sea è uno di quei titoli visto, pesato e agguantato all’istante senza passare per la lista d’attesa. Intuito?

Pubblicazione italiana firmata Dunwich Edizioni – casa editrice digitale che pubblica e promuove horror, thriller e mystery – The Midnight Sea è il primo volume della trilogia Il Quarto Elemento.

Prosegue con:

  • Blood of the Prophet
  • Queen of Chaos

TRAMA

Nazafareen è solo una bambina quando la sorella minore viene posseduta da un’entità demoniaca chiamata Druj; da quel giorno la morte e il senso di colpa la tormentano. Per questo coglie al volo l’opportunità di arruolarsi tra i Water dog, l’esercito del Re, coloro che danno la caccia proprio ai mostri che hanno ucciso la sorella. Nazafareen viene reclutata perché ha il dono, quello che le dà il potere di controllare un daeva – ovvero un’altra specie di demone – attraverso un bracciale d’oro che legherà entrambi in modo pericolosamente intimo. Cominciato come un legame tra padrone e servo, Nazafareen inizierà a vedere nel suo daeva, Darius, l’umanità che non si sarebbe mai aspettata e il controllo che esercita sul suo terrificante potere diventerà la base di un rapporto alla pari.

Mentre inseguono un nemico mortale ai confini dell’impero, il passato di Darius verrà dissotterrato e insieme svelate le atroci verità su cui è stato fondato un mondo in pace solo in apparenza, un’apparenza che verrà presto infranta. Un male antico si agita a nord, un giovane conquistatore si muove a ovest e nel mezzo il destino dell’intera civiltà.

Ho apprezzato prima di tutto la scrittura pulita e diretta; lo stile narrativo della Ross potrebbe dare l’impressione di essere sbrigativo all’inizio, ma tutto sta nell’immergersi nella storia e vi assicuro che non ci vorrà molto. I capitoli scorrono lisci come un olio profumato; i primi sono dedicati all’addestramento della protagonista, Nazafareen, e si susseguono veloci ma concreti, senza essere pretenziosi, e arrivano dritti al bandolo della matassa. Una bella matassa. La storia è narrata dalla protagonista che è schietta e diretta come, appunto, il suo linguaggio che scorre sopra cose e persone riuscendo a determinare tutto e tutti; Darius, il suo daeva, poi compagno di battaglia e… qua non spoilero perché ve lo dovete godere parola per parola. Le storie personali, come quella di Tijah e della sua infanzia, delineano personaggi che non esistono solo in funzione della protagonista – che tra l’altro è una dei migliori personaggi femminili che abbia letto negli ultimi tempi – creando un immaginario vivido e indipendente. Lo scenario persiano è affascinate; in esso, passo dopo passo, insieme, svisceriamo la consapevolezza di un passato che fa presagire una saga epica.

E poi… non uso epica a caso; ne avevo il sentore ma ne sono stata sicura solo alla fine quando… be’ mi è stato sbattuto in faccia XD. Non dico niente perché, anche se voi sarete o siete stati più intelligenti da capirlo, sul finale io, povera ingenua, ci sono rimasta talmente tanto che vorrei lasciare in eredità il mio WOW.

 

 

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