FAILURE TO QUEEN_ Irene Colabianchi

Failure to Queen

In occasione dell’uscita del terzo capitolo il primo viene gentilmente offerto su Amazon.

TRAMA
Crystal Young ha 16 anni e vive con il padre adottivo in una cittadina del Vermont, sulle rive di un lago. Vive una vita ordinaria tra amici e scuola. Finirà per dover affrontare diverse insidie, quando in città arrivano Elliott Davis e i suoi amici. Sono ragazzi scontrosi, misteriosi ed estremamente affascinanti.
Crystal dovrà andare alla ricerca di spiegazioni per scoprire cosa sta succedendo e perché d’improvviso avvengono fatti inspiegabili: il padre rischia di morire diverse volte e qualcuno sembra proprio avercela con lui e sua figlia, gli stessi Davis sono strani e lei si trova ad aver a che fare con l’arrogante Elliott. Sono entrambi presi l’uno dall’altra senza neanche rendersene conto, ma niente è come sembra e quando Crystal avrà la risposta a tutte le stranezze, dovrà fare delle scelte e imparare a conoscere il mondo della Scacchiera Nera, dove i componenti del gioco degli scacchi sono creature dall’aspetto umano e l’anima d’ombra, che lavorano per l’Uomo Nero.
La Scacchiera Nera rivelerà i suoi segreti…
Sarete pronti ad incontrare l’Uomo Nero?

Io si, lo aspetto con ansia per tirargli quattro sberle in faccia e chiedergli che cavolo ci fa con quei tre mentecatti buoni manco a fare gli scherzi di Halloween!
Ma partiamo dal principio.
La trama è più interessante delle 305 pagine che ho letto, dove le aspettative sono state tradite al 100% e già non erano alte.
Irè ti piacciono gli scacchi? BENE! ANCHE A ME! Ma usali, dove stanno? Ci hai buttato due briciole all’inizio che ho trovato anche saporite, ma poi ti sei rimangiata tutto. Puf. Tutto sparito.
E questo riferimento al famigerato Uomo Nero… devi farmi venire voglia di incontrarlo, si perchè al contrario di ciò che dice la trama non si vede, e io Avevo Voglia di Incontrarlo.
La protagonista ha spessore caratteriale millimetrico e dà il meglio di se quando cade preda della sindrome di Stoccolma. Veramente pietoso.
Avrei potuto reggere meglio i personaggi dozzinali, se almeno certi riferimenti che ho erroneamente captato come importanti e che poi ho perso per la strada fossero stati almeno sviluppati al punto che un taglio strategico mi avesse spinto a soddisfare una sete di risposte, che non ho, nei prossimi capitoli della saga, per es. : la morte della madre di Crystal, cui fa solo superficiali riferimenti, un tentativo di giallo con la Mona Sweet insensata e quindi inutile (uno spreco di energie per me lettore) diecimila amici spariti nel nulla in favore di sta Mary che, per carità evviva, è un personaggio sviluppato e collocato malissimo.
Riguardo ad Elliott. Allora, fa sempre gola il bello e dannato, ma così no, ma chi è questo oh? E’ insopportabile, ma non in modo carino, ma nell’accezione più negativa del termine. Orribile orribile personaggio, una piramide di cliché da prendere a calci e far crollare. Mi dispiace che siano questi gli ideali di “uomo” da cui vi piacerebbe farvi sbatacchiare al muro. Ecco, un altra cosa, e spero di non risultare pesante. Ma sta violenza. Cioè sto Elliott che non fa altro che caricarsi Crystal sulle spalle e inchiodarla al muro… AOH! Questi sempre fuori luogo baci e alitate sul collo che trovo viscide…ragazze…
Anime d’ombra… mmm… si. I Cattivi di Sailor Moon erano spietati e spaventosi rispetto a sti tre.
In definitiva tutto campato un po’ per aria. E ci sto che la storia prevede altri due capitoli, ma non mi vien voglia di buttarci l’occhio, magari gratis….

Ma è dopo aver sciorinato tutte ste polemiche gratuite che leggo che l’autrice è classe ’99… mmm… bene… adesso capisco un pò di cose che a saperle prima mi avrebbero fatto roteare meno gli occhi al cielo – o anche no.
E’ colpa mia, ma è dura andare avanti quando l’età media delle protagoniste del mio genere preferito non si evolve insieme a me, per loro l’età non avanza come per te, e amarezza e nostalgia lasciano il passo ai “che palle”.

P.S. Mi dispiace, sei giovane e certi cliché ancora non ti sono venuti a noia e quindi il problema è la sottoscritta, perchè certo non hai scritto questo romanzo per una 25enne. E io Ti Perdono.

Vorrei prendere il malcapitato romanzo (scusa Irene non è niente di personale ovviamente) per far luce su alcuni punti che proprio non reggo più e mi piacerebbe avere anche qualche parere esterno ai miei folli discernimenti:

1_ Perchè ste povere ragazze sono sempre mezze orfane? PERCHE’? Cosa avete contro la famiglia tradizionale??? (termine abusato di questi tempi). Sinceramente? Secondo il mio modesto e polemico parere credo che risulti complicato creare e gestire personaggi come i genitori. Ne sono convinta, perchè credo che complicati lo siano davvero. Eppure ritengo siano figure importanti, ma mi rendo conto che talvolta la mancanza di un genitore o entrambi (numerossissime le protagoniste affidate a nonne e zie) possa essere una scelta autobiografica.
2_ Mancanza di carattere ed introspezione. Il Carattere non è fare la frigidona davanti al bellerrimo dietro cui segretamente sbavi e l’introspezione non sono siparietti con il tuo cervello circa argomenti di scarsa importanza.
3_ Il Ragazzo Bellerrimo che arriva a scuola, la new entry bella bella in modo assurdo, l’arrogante gentile, il seduttore provocatore dal cuore tenero e dalla fedeltà cieca, ma più di tutto RICCO. No, almeno ricco no, ricco non lo reggo, ricco con il macchinone non ce la faccio, ricco che non vorrebbe essere ricco mi ammazzo.
4_ C’è anche la variante dove è la protagonista ad essere la new entry, ma al contrario è sfigata, anticonformista, farà sicuramente una figura di m**** entro i primi dieci minuti, le snob la trovano brutta e mal vestita ma invece è il sogno erotico segreto di tutti, tutte la invidiano e, udite udite, piace tanto immediatamente quanto inspiegabilmente al Bellerrimo autoctono.
5_ Trame annacquate dalla “storia d’amore”. All’improvviso tutto si fa sfocato e lontano per i due protagonisti che non vedono nient’altro a parte loro stessi, gli amici ciaone, la famiglia manco a dirlo, la trama…di cosa stavamo parlando? Qual’era il problema? Bo… forse nel prossimo capitolo…no nel prossimo libro…nel prossimo libro??? Ce n’è ancora di sta solfa?

Bene. Che dire, credo sia tutto (e anche troppo). Terribilmente banale e assurdo… ok si scusate, basta. Certo, siamo nella categoria romance/fantasy, ma per me il fantasy funziona quando è credibile. Non c’è nulla di più appagante che leggere di mondi, vite e personaggi fantastici e crederci, pensare che sia vero, che tutto fili, che sia logico e addirittura anche razionale. Voglio librarmi su quella linea sottile, tra la sensazione di star leggendo un fantasy come fossero pagine di cronaca. Per adesso, in 25 anni, le volte che mi è capitato si contano sulle dita di una mano e mi ritengo fortunata. Certo, non può essere tutta “letteratura” sennò l’appiattimento qualitativo non ci permetterebbe assolutamente di apprezzare questo vasto vasto mondo e le sue sfumature.
E quindi discerniamo pure, la Letteratura fantastica è ben altro dagli e-book a buon prezzo di Amazon, anche se devo dire che ho avuto piacevoli sorprese.
Ma Failure to Queen non è tra queste.
Ormai, forse semplicemente sto invecchiando, non ne posso più di vedere trame approssimative, scialacquate e imbarazzanti a discapito della storia d’amore. D’amore poi… certe volte sembra che non si sia mai stati adolescenti, ma che ci si basi su una serie di cliché acchiappati da Harmony di bassa lega mischiati alle favole della Disney…. come si chiama? Ah, si….. genere Young Adults. Mi vengono i brividi solo al pensiero…
My Dilemma is You(ng Adults)….vabbè lasciamo perdere che sennò…eh…

Vorrei APRIRE UNA PARENTESI. Io compro sempre ebook di scrittrici italiane, non solo per solidarietà, ma anche per curiosità. Purtroppo mi ritrovo sempre in scenari all’americana e un po’ mi dispiace. D’altra parte devo ammettere che leggere di nomi familiari e di luoghi dietro l’angolo mi fa storcere inconsciamente il naso. Lo so, si chiama disturbo della personalità. Probabilmente “l’americanata” tira di più e mi chiedo, davvero con sentimento, se e perché non sia effettivamente la sola a pensarlo o ad interrogarmi sugli storcimenti di naso di me stessa medesima. Provo emozioni contrastanti al riguardo e vorrei davvero indire una specie di esperimento sociale o raccogliere delle testimonianze in merito. Perché sembra tirare di più l’atmosfera, se vogliamo “esotica” anche se comunque Occidentale e diciamo pure americana? Perché siamo stati bombardati dalle serie tv? Perché è più affascinate leggere nomi anglofoni piuttosto che Giustino, Pietro e Michele? Perché forse-forse il primato del fantasy in letteratura lo detengono ancora oltreoceano? FATEMI SAPERE cosa pensate al riguardo o se i miei sono solo deliri.
CHIUDO PARENTESI.
Grazie e arrivederci.