Memorie di una Geisha

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Un romanzo narrato in prima persona dalla geisha Sayuri come fosse un autentico memoir; un viaggio riempito dalla voce femminile, attraverso scorci psicologici saggi e posati, profumati di grande passione. Sullo sfondo un Giappone fiabesco e fluttuante ci fa dimenticare che siamo invece agli inizi del Novecento prima e in piena Seconda guerra mondiale poi. La storia scorre incrociando parecchie vite, di uomini e donne e di un Giappone diviso tra vecchio e nuovo, tradizione e modernità conciliato dal ritratto che ne fa la bella Sayuri con grande forza espressiva.

Un romanzo che qua e là tradisce il lungo lavoro di ricerca dell’autore che non ha uno stile definito e che a volte dilata fin troppo i tempi.

La prima edizione originale del romanzo risale al 1997. Arthur Golden appassionato del paese orientale, durante uno dei suoi viaggi conosce il figlio di una geisha e, affascinato da questa figura, inizia a fare ricerche approdando poi all’idea del romanzo la cui gestazione dura 15 anni. La svolta arriva con l’incontro con Mineko Iwasaki, una famosa ex-geisha che si è ritirata e vive a New York: sarà lei a introdurre Golden negli aspetti più intimi della vita quotidiana di una geisha, arricchendo il romanzo delle scene della vestizione, del trucco, della danza e dell’apprendimento. Dopo l’uscita del libro nella traduzione giapponese, Arthur Golden fu denunciato per diffamazione da Mineko Iwasaki: nell’accordo iniziale, infatti, il nome della geisha non doveva comparire nel libro, ma Golden lo inserisce nei ringraziamenti, violando il codice di riservatezza che contraddistingue le geishe. La Iwasaki accusò Golden anche di aver presentato un ritratto non veritiero delle geishe e di averle dipinte come prostitute d’élite, soprattutto nell’episodio della “vendita” del mizuage, ovvero della verginità dell’apprendista geisha, al miglior offerente: le geishe, in realtà, erano donne colte, attrici e danzatrici, e non intrattenevano sessualmente i clienti. La denuncia di Mineko è stata ritirata in seguito all’accordo economico con l’editore del libro, ma la stessa Mineko scrisse qualche anno dopo un libro, Geisha. Una storia vera (pubblicato da Newton Compton), raccontando la propria vita.

Risultati immagini per memorie di una geisha filmNel 2005 Rob Marshall porta la storia di Sayuri sul grande schermo; del romanzo rimane la voce narrante che lega il tutto, ma si rende palese il punto di vista occidentale e quindi il film diventa una favola esotica – credibile – a patto di astenersi dal dare giudizi etici (la verginità venduta in una riffa) e filologici (le due attrici scelte, Ziyi Zhang per Sayuri e Gong Li per Hatsumomo, sono in realtà cinesi.)

Il film fu bandito dalla Repubblica Popolare Cinese. La data di debutto prevista era il 19 febbraio 2006, ma questa data fu inizialmente spostata e poi cancellata. Il timore del governo cinese era quello di risvegliare il sentimento anti-giapponese: a preoccupare i governanti era il fatto che attrici cinesi interpretassero donne giapponesi in un periodo storico, quello degli anni Trenta e Quaranta, in cui le due nazioni erano in guerra per la regione della Manciuria e le donne cinesi erano spesso deportate e costrette a diventare schiave sessuali dei padroni giapponesi. il 1° febbraio, così, il film fu definitivamente bandito.

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