Chi è Mara Dyer?

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Devo ammettere che il paranormal thriller suscita in me sempre grande interesse. Per scrivere di questo genere credo che serva un certo spessore di scrittura, altrimenti diventa tutto anti-arbitrario e dozzinale. Quindi quando adocchio e decido di avvicinarmi a questo genere lo faccio piena di aspettative, ma anche con i piedi di piombo, soprattutto quando si parla di una trama dedicata prevalentemente ad un target adolescenziale e post-adolescenziale. Ormai il termine Young Adults è diventato lo stendardo degli editori e viene portato avanti manco fosse DAVVERO stato inventato un nuovo genere letterario. Ma va bene, purchè sia fatto tutto a dovere, senza perdersi pezzi per strada. Anche perchè se vedo thriller vedo Connelly, Reichs, King…

Anche stavolta il caso ha fatto la sua porca parte. Sono infatti incappata in questo romanzo menando, come al solito, roba nel kindle.

Trama:

Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire.
Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos’è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l’unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L’incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?
Un viaggio ipnotico tra i fantasmi dell’amore e della psiche per un esordio thriller paranormale che ha stregato i lettori americani.

Ecco, ero curiosa di vedere se sarei stata stregata anch’io. E molto raramente accade.

Allora, parole chiave che mi hanno “stregata”:

– seduta spiritica;

-allucinazioni;

-qualche morto che non guasta mai;

Io ci tengo alle sedute spiritiche. Non ne ho mai fatta una perchè solo al pensiero mi sento perseguitata da uno spirito maligno. Eppure è una cosa che mi ha sempre affascinata, nonostante i cliché siano imbarazzanti, quindi deve essere fatta bene. In realtà nel libro non accade nulla di eccezionale. La scena è la tipica: ragazzine assurdamente curiose incuranti del pericolo, non quello seguente alla seduta spiritica, ma proprio quello reale, ovvero il recarsi in un Manicomio Abbandonato Pericolante Proibito. E ok. La nostra protagonista Mara, come spesso accade, è l’unica in possesso di quella cosa chiamata Senno, mentre la “sua migliore amica” (Rachel) è una di quelle che si fanno facilmente plagiare dalla sciroccata, antipatica, ce l’ho solo io, tipa nuova. Ma Mara ci va lo stesso, perchè è il compleanno di Rachel, le vuole bene, ed è sinceramente preoccupata che le possa accadere qualcosa di male, quindi mette da parte la sua paura quasi per vegliare su di lei. Amore. Ah, con loro c’è anche il fratello della tipa “cos’è hai paura?”, no, perchè? per l’edificio pericolante? Dove tra l’altro già ci sono morte un paio di persone per i crolli? Pfff… E il di lei fratello (Jude) è tipo il ragazzo di Mara. “Ehy Jude, don’t be afraid…” Hahahaha. Ok.

Spoiler

Andiamo avanti. Le ragazze hanno con sé una tavola ouija e semplicemente, invocando qualcosa, chiedono in che modo moriranno. Lettera dopo lettera, il puntatore indica MARA. Daaannn!

Questo racconto ci viene sviscerato capitolo dopo capitolo, attraverso gli incubi di Mara e i suoi ricordi che affiorano. Questa è una cosa che mi è piaciuta, altrimenti il racconto avrebbe perso metà della sua attrattiva.

La narrazione vera e propria  inizia infatti con Mara che si risveglia dal coma, nessuno le dice cosa sia esattamente accaduto, se non che Rachel e gli altri sono morti in un improvviso crollo dell’edificio, e lei non ricorda nulla. Il dolore per la morte di Rachel è profondo, pensa a lei ogni volta che posa lo sguardo su qualcosa, da un fiore ad un momento vissuto insieme.

Dopodiché troviamo Mara che, con la sua famiglia, si è trasferita a Miami. Non è un caso, suo padre avvocato viene chiamato per occuparsi di un’importante causa e questo diviene il pretesto per cambiare radicalmente aria.

Casa nuova. Città nuova. Scuola nuova. E sappiamo tutti che quando ciò accade non possono non mancare in quest’ordine:

-figuraccia il primo giorno;

-bulletti che ti prendono di mira neanche avessero sentito il tuo odore come dei velociraptor;

-il figherrimo outsider che ti rivolge le sue attenzioni.

Però, però…

Inspiegabilmente, a questo punto, non mi è passata la voglia di leggere. Mistero misterioso. Come lo è quello che Mara inizia a vivere, per la maggiorparte nella sua mente. Questa è un’altra cosa che mi ha garbato. Mara ha sul serio dei problemi, liquidati da una bacchettonissima, fastidiosissima madre che non augurerei a nessuno, che fa passare tutto per stress post-traumatico fino a diventare una madre ancora peggiore non fidandosi più di sua figlia, della sua salute mentale. La mia mamma non l’avrebbe mai fatto. Avrebbe prefetito scivolare nella pazzia insieme a me. Per fortuna Mara ha il Best Brother of Ever.

E anche il figherrimo outsider che non spreca occhi, tempo e denaro se non per lei.

Quindi siamo apposto, no?

No. Ancora inspiegabilmente, non ho smesso di leggere neanche a questo punto.

I tormenti di Mara sono davvero ben scritti e credibili, le sue visioni, gli incubi, il non fidarsi più di sé stessi, della propria sanità mentale…nulla è lasciato al caso o vittima di banalità. Su una cosa sono combattuta. Tra alti e bassi il “principale problemino” della protagonista, ovvero il fatto di pensare tanto tanto intensamente alla morte di qualcuno, realizzandola inspiegabilmente (o ancora inspiegabilmente) nella realtà, mi ha fatto titubare. Ma rimango fiduciosa.

E poi c’è Noah. Ombra di barba, outsider l’ho già detto? Will Hunting di noi altri… Una soffiata, superficiale sia chiaro, di polvere di Holden Caufield che non mi è discpiaciuta come avrebbe potuto. Funziona, i due funzionano. Devo dire anche che la loro storia non si è persa pezzi per strada. Sicuramente l’attrazione fatale è come al solito standardizzata e un pizzichino dozzinale, ma ho letto di PEGGIO. Mara ha, giustamente, sentito sfarfallamenti, che come al solito ha cercato di negare e reprimere, lui, sempre come al solito, è il più sciolto, anche se, sempre come al solito, assolutamente rispettoso. Bah. Comunque gli do una chance, perchè Mara non accantona mai i suoi problemi, a cui l’autrice è riuscita a dare un peso specifico, e che quindi rimangono costantemente a galla e anche questa è una cosa che mi ha fatto andare avanti.

La trama è scorrevole, non si dilunga troppo su cose inutili, tutto ha il giusto peso e ruota debitamente attorno al nucleo principale della storia, ovvero Mara e i suoi effettivi problemi. Purtroppo due/tre avvenimenti risultano quasi superficiali, ma lo metto in conto perché siamo solo alla prima parte e quindi ne attendo lo sviluppo.

Il finale?

Da paura.

 

 

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