Anna Vestita di Sangue

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Lo devo ammettere. Erano anni che non mi innamoravo come un’adolascente cretina davanti al protagonista di un romanzo. Ebbene Cas ci è riuscito. è riuscito a farmi tornare l’adolescente che ero 10 anni fa, quando non ero cinica e quando non mi annoiavano i romanzi privi di scene di sesso (non sempre quelle esplicite) o quelli con dettami d’amore stile conservatore.

Ho riscoperto con piacere la narrazione in prima persona, quella mio dio priva di pippe mentali inutili, demenziali e riguardanti cose che dopo i 16/17 anni non hanno la benchè minima importanza. Cas è diretto, mi ha fatto sorridere subito, mi ha attratta subito, affascinata, divertita, trascinata tra le pagine.

La trama:

Cas Lowood ha ereditato una strana vocazione: uccidere i morti…

Suo padre lo faceva prima di essere ucciso dal fantasma che stava cercando di annientare. E ora Cas, armato del misterioso pugnale athame, continua la missione: viaggia di città in città insieme alla madre, una strega, e al suo gatto fiuta-fantasmi, alla ricerca di spiriti malvagi. Quando arrivano a Thunder Bay per eliminare quella che la gente del posto chiama “Anna vestita di sangue”, Cas non si aspetta nulla di diverso dal solito. Si trova invece di fronte a una ragazzina posseduta dalla rabbia e vittima di maledizioni, uno spirito diverso da quelli che è abituato a distruggere. Indossa ancora il vestito che aveva quando fu assassinata, nel 1958. Dal giorno della sua morte, Anna uccide chiunque osi entrare nella dimora vittoriana vecchia e cadente in cui un tempo viveva. Gli spiriti delle sue vittime penetrano il legno marcio delle pareti, strisciano sul pavimento ammuffito e viscido delle cantine, senza trovare pace… Per qualche strano motivo però, Anna non uccide Cas. Anzi, si rivela l’unica in grado di aiutarlo a trovare il fantasma maligno che lo ha privato del padre. Così, insieme agli altri strani amici del giovane, streghe e stregoni in erba, formeranno una squadra disposta ad affrontare ogni pericolo. Ma Cas dovrà risolvere un problema ancora più difficile di questo: quale sarà infatti il destino di Anna?

Anna Vastita di sangue è il primo, apprezzato, romanzo di Kendare Blake.

Letto in una giornata e mezza ho letteralmente tirato il mio amatissimo kindle in faccia al muro quando, carica di aspettative e letteralmente con l’acquilina alla bocca riguardo al seguito, ho scoperto che il suddetto seguito, Girl of Nightmares (uscito negli USA nel 2012) non è stato tradotto in italiano. Ma che ca***!

Sono molto avvilita. Molto.

Il libro mi ha adocchiata dallo scaffale del supermercato stuzzicandomi subito. Non tanto la copertina, un pò banale, ma il titolo. Non so perchè ma mi ha mandato certe vibrazioni. Stanca di vampiri e lupi mannari, sono stata contenta di imbattermi in un caro, vecchio fantasma, sperando che non si rivelasse una storia uscita da Piccoli Brividi. Sono rimasta sorpresa e allegramente soddisfatta.

La prima cosa che mi ha intrigata è stato il punto di vista maschile, quello appunto di Cas. Di solito sono prevenuta, specialmente quando a dare voce ad un protagonista maschile è una scrittrice, e invece…

Si entra subito nel vivo della faccenda, Cas e i suoi pensieri strafottenti mi hanno fatto ridacchiare al suo pensiero come una quattordicenne. Io da fan dei fratelli Winchester l’ho trovato molto credibile, sia lui come personaggio che le situazioni e ciò che effettivamente sa e fa. Per fortuna il melenso l’autrice ha deciso di lasciarselo alle spalle, ma mi ha fatto sospirare comunque. Cas è talmente disilluso nel fare il suo lavoro che avvertiamo la tensione quando si rende conto che Anna, il fantasma di Anna, è diverso. Non c’è la trafila di seghe mentali tipiche, diciamocelo su, di molte protagoniste fmminili che rimangono folgorate e tramortite dallo “sguardo conturbante” del primo bad boy che si trasferisce/compare dal nulla, vicino di casa/nuovo compagno di scuola/venuto a trovare un parente. In Cas questo genera la naturale confusione e, diciamoci anche questo, lui è un ragazzo, i ragazzi sono elementari e quindi i pensieri/emozioni/ pippe mentali sono elementari. Il termine che uso non è negativo, forse anche noi femminucce, ogni tanto, dovremmo imparare ad essere più “elementari”.

Insomma Cas rimane così affascinato da Anna che vacilla nel suo essere quello che è e nel fare quello che fa. E l’ho trovato molto bello nella sua semplicità.

La storia d’amore impossibile per eccellenza riesce a scampare allo scontato e al diabetico, una storia di fantasmi, con corredo di rito satanico e casa abbandonata/misteriosa funziona molto bene e tutti i personaggi sono ben delinenati e credibili o, almeno, hanno il loro spazio ben definito. Tutto fila liscio fino al ca*** di finale! Si può dire che questo sia concluso per un verso, ma rimaniamo a bocca asciutta per quanto riguarda il 50% di quello che ci interessa sapere.

Non mi resta che leggerlo in inglese, nel mio inglese arruginito, mettendoci settimane, mesi forse… ma io lo farò. Ce la posso fare.