Trash epico #1

Achille_col_cellulare_-_Brad_Pitt_(film_Troy)

Ieri sera mi sono imbattuta per caso in Troy mentre cenavo con la mia coinquilina M.M. e ho avuto un’epifania, ovvero inventare una nuova categoria in cui straparlare: Il Trash epico. Con il termine Trash epico intendo quelle pellicole cinematografiche ispirate ai grandi avvenimenti storici o leggendari che, ok grazie adesso ho un quadro più lucido della situazione, ma sono inciampati e, a volte, vergognosamente capitombolati verso il baratro del trash o kitsch qualsivoglia. Prima di tutto, per non parlare troppo a vanvera, ho cercato di capire cosa veramente si intenda per Trash cinematografico.

Non voglio essere prolissa o rompi coglioni, è solo per delucidazione, perché anche se scrivo stronzate almeno prima mi informo. Comunque.

Il primo di una lunga serie che seguirà è proprio Troy, colpevole, a distanza di dodici anni, solo di essere stato trasmesso su Italia Uno ieri sera e di essere stato beccato dalla sottoscritta.

Sembra ieri che mio padre me lo propinava all’ora di pranzo, la sera quando non faceva niente di interessante alla tv o semplicemente perché non aveva un mazza da fare quel di domenica pomeriggio del periodo “disoccupazione cronica”. Addirittura forse sono stata portata al cinema. E invece, permettetemi un “cazzo!”, sono passati ben 12 anni. Mio dio, non gliene avrei dati più di dieci. Certo, non si può calcolare l’età media di un film in base all’aspetto di Brad Pitt. “Ma no, è invecchiato anche lui, fidati.” Mi dice M.M. dopo averlo googlato (si scrive così?). Bo. Mah, io vedo solo un po’ di barbetta. Sapete però dove ho capito davvero quanto tempo è passato dal battesimo della pellicola? Da Garrett John Hedlund, dall’ ottobre 2015 anche soprannominato “il Capitan Uncino più arrapante della storia del cinema”. Egli, nel ruolo di Patroclo, aveva questo caschetto biondo, corredato di treccina, inguardabile. Aveva solo diciannove anni. È venuto su bene il ragazzo.

Comunque, mentre riguardavo Troy per la 76esima volta, mi è venuta in mente un’altra categoria di articoli: il Trash Epico. Parliamone.

Appurato che il termine Trash può apparire errato nel modo in cui intendo usarlo, lo userò lo stesso, perché sì. Non dico che Troy è un film di “matrice dilettantesca” o “di cattivo gusto”, dico solo che è un film che tratta di un tema “epico” e insomma… diciamocelo, è sempre una grande prova da affrontare. Quindi diciamo che Troy è kitsch perché “inconsapevolmente tradisce le intenzioni artistiche e ottiene nei fatti un risultato scadente e patetico se raffrontato al modello di riferimento”. Ma diamine, stiamo parlando dell’Iliade! Come modello di riferimento è inespugnabile come le alte mura di Troia.

Sta di fatto che, come suddetto, l’ho visto 76 volte. E non mi stanca. Vuoi perché io e mio padre ci divertiamo a prendere in giro Orlando Bloom, vuoi perché, alla fine, vedere film del genere fornisce una certa dose di auto-compiacimento. Io l’Iliade l’ho “studiata” al liceo e per fortuna ho papà che è un grande esperto e la nostra libreria se ne cade di romanzi del sommo Valerio Massimo Manfredi. Io in verità ho letto solo l‘Iliade di Baricco e mi è piaciuto e mi basta anche. Però dai, voglio essere ottimista, secondo me certi film possono fungere in maniera alquanto funzionale da supporto, quantomeno emotivo, all’apprendimento di certi argomenti. Se dai in mano un libro di epica a forma di ferma-porta ad un adolescente… devo continuare? Magari incuriosiscilo parlandogli del film, ho visto compiersi miracoli, davanti ai miei occhi, quando uscì il film Alexander con Colin Farrell proprio mentre al liceo trattavamo l’argomento. Ma di Alexander, soprannominato anche da papà “l’uomo dal capello fonato”  parleremo un’altra volta.

Tornando a Troy, alla fine il succo c’è, ma fate attenzione se volete fare i fighi e tirarvela perché ci sono dei particolari tralasciati dal film che sono molto importanti. Primo, ragazzi, la guerra di Troia è durata dieci anni! Non una settimana come sembra nel film. E in questi dieci anni ne succedono di ogni e alla fine le dinamiche sono del tutto diverse, per non parlare dell’assenza totale degli dei che invece giocano un ruolo FONDAMENTALE che è, tra l’atro, il pilastro di tutta la filosofia di vita di sti’ qua. Riflettevo anche che, nonostante le sue carenze e gravi discrepanze dal mito, per esempio mio padre ha preso sul personale il fatto che nel film Diomede non venga neppure lontanamente citato, alla fine tra faccia-a-faccia hollywoodiani e la storia d’amore improbabile tra Achille lo sborone (ma alla fine dai è una persona seria) e Briseide (che poi magari Apollo si è incazzato per colpa tua perchè l’hai data al primo greco che hai visto) almeno uno potrebbe essere spinto a cercare informazioni sulla pellicola e magari su “come sono andate veramente le cose”, magari nell’intenzione di volersi illecitamente appropriare di una frase ad effetto “alla Achille” da postare poi su facebook o per sbavare sul frame in cui si vedono le chiappe di Brad (su cui, Dio mi fulmini se mento, io non sbavo neanche un pochino). Eh.

In conclusione, il trash epico resta comunque epico e a noi (non abbiate la puzza sotto al naso) piace.

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