Girls of Nightmares_Kendare Blake

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Mi sono innamorata di Cas che ero già grandicella e nonostante questo mi ha fatto tornate adolescente con le sue gesta. Mi sono emozionata per Anna vestita di sangue esattamente due anni fa, quando per caso ho intravisto la copertina un po’ bruttina tra gli scaffali e non l’ho rimessa al suo posto. Non era in programma oggi questa recensione, ma quando ho visto che è il 26 febbraio non ho potuto ignorarlo; esattamente due anni finivo di leggere il primo episodio e scrivevo una delle mie prime recensioni.

Il secondo capitolo della storia di Cas, Girl of Nightmares, non è stato tradotto in italiano. Questo, oltre che a farmi incazzare, mi ha spaventata un po’ perché non sapevo quanti svantaggi e ostacoli avrei trovato a leggerlo in inglese soprattutto dal momento che il linguaggio di Cas è diretto e ironico, anche un po’ scurrile. La narrazione in prima persona e al tempo presente ha i suoi vantaggi, crea subito feeling. A maggior ragione se il protagonista possiede una fresca autoironia e la personalità da ragazzaccio che non ha paura di mettersi in gioco pur di arrivare al suo scopo, anche sbagliando.

Ma Cas è soprattutto molto umano.

Sono passati sei mesi da quando Anna ha sacrificato sé stessa per salvare Cas, Thomas e Carmel dalla furia assassina del fantasma che aveva ucciso il padre di Cas. Anna ha aperto la porta dell’inferno sotto il pavimento della casa vittoriana e l’ha trascinato giù con sé, sparendo per sempre. Per Cas è stato un vero colpo e i suoi amici cercano di stargli vicino, ma lui si chiude sempre più in sé stesso, ossessionato dal ricordo di Anna. A nulla valgono i loro tentativi di rimetterlo in sesto, magari combinandogli un appuntamento con una ragazza carina, ma non c’è ragazza vivente che possa competere con la ragazza morta di cui è perdutamene innamorato. Poi Cas inizia a vede Anna ovunque, anche nei suoi sogni, e lei è terrorizzata, spaventata, torturata e muore e muore ancora. Questo, oltre a sconvolgerlo, lo porta a chiedersi per la prima volta come funzioni quell’arma misteriosa appartenente alla sua famiglia da generazioni, l’athame che gli ha lasciato suo padre. Da dove viene, che poteri ha, che collegamento ha con l’aldilà, quale aldilà. Ma soprattutto: cosa è successo ad Anna quando è scomparsa?

Anna’s eyes on her own, and the sight of them shakes me out of the drugs like ice water accross my back. The expression on her face is the same as it was in all of my immaginating. It’s like she knows me. Like she remembers. We are stare at each other for a long time. Shudders run through her, and she flickers, like an image from an old film strip.

“I miss you.” I whisper.

Cry me a river…

Ancora una volta Kendare Blake ci trascina in una storia irresistibile; il viaggio di Cas si trasforma in una Quest per salvare Anna, i suoi amici, il neo stregone Thomas e l’indomabile Carmel, sono pronti a seguirlo e a salvare il culo anche a lui se ce ne sarà bisogno. E ce ne sarà.

Lo stile dissacrante che contraddistingue il romanzo non fa che alimentare una vasta gamma di sentimenti abilmente mescolati in questo romanzo: tra immagini da film dell’orrore, allucinazioni e incubi infernali, la foresta dei suicidi da attraversare sotto la guida dell’ambigua Jestine per incontrare un misterioso ordine, c’è veramente tutto quello che abbiamo lasciato e che servirà a concludere uno dei migliori romanzi di fantasmi della letteratura young adult.

 

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