Salve a tutti.

Chi: sono una contraddizione vivente. Sono abbastanza cinica, ma una gran sognatrice, pigra, ma non riesco a rimanere ferma nello stesso posto per troppo tempo e trasversale, anche se abbastanza sconclusionata. Sono alla costante ricerca di qualcosa, forse di me stessa, ma sono ancora troppo immatura per capirlo o per vedere la meta. Vorrei dire: sono questo, so fare questo. Ho inseguito tutte le mie passioni, coltivandole, ma nella ressa di emozioni faccio fatica ad orientarmi e spesso mi perdo. Penso di essere spropositatamente determinata, ma purtroppo soggetta ad inciampare in abissi cosmici e buchi neri. Sono prolissa nel modo di pensare e parlare, anche se voglio arrivare subito al dunque, ma penso che le parole siano troppo importanti per essere lasciate alla fretta e quindi incespico per dare il giusto peso specifico ad ognuna di loro quando voglio comunicare ed esprimermi. Anche se sono giovane non faccio altro che sbirciarmi alle spalle, alla ricerca del mio leitmotiv e, ogni volta, quello che vedo è la scrittura. Per me è sempre stato un esercizio spirituale, stringere una penna e riempire un foglio di carta con i miei frequenti flussi di coscienza, digitare sui tasti del pc provocando il loro morbido e stuzzicante rumore. Ho questo blog, adoro scrivere liste sui post-it, ho centinaia di quaderni dove annoto tutto ciò che si manifesta nella mia mente, che funziona a volte come i trailer dei film altre come un intervista con qualcuno. Le ispirazioni maggiori, che si tratti di una perla di saggezza, di una riflessione sulla vita o uno scambio di battute tra due personaggi di un romanzo che non scriverò mai, mi vengono in treno o in autobus, sotto la doccia o mentre fumo l’unica sigaretta che mi concedo dopo il caffè. Il rapporto tra la mia mente e le mie mani è diretto e inscindibile, il mio mondo interiore è in costante balia del desiderio e del bisogno di riversarsi da qualche parte e quindi bramo la pratica alla teoria o bramo una teoria che non rimanga tale.
Scrivo tutto questo perchè ho immaginato una conversazione in cui mi si chiedeva: chi è lei e perché è qui; perché forse non sarei in grado di dire certe cose a voce, a qualcuno, con questa schiettezza che esubera solo tra me e me. Ma se vi interessa sappiate che il prodotto è questo, la matrice è buona. Il mio mantra è: “Chi sogna di giorno sa molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte.”
Scrivendo queste cose mi sento un pò stupida, altra contraddizione, ma non è che abbia una bassa considerazione di me stessa, è che ho una bassa considerazione di chi pensa che certe cose siano stupide.

Come: Semplicemente prendendo un po’ di coraggio. In questo mondo di condivisioni indiscriminate, incoscienti e scellerate ci si dimentica che “condividere” vuol dire anche “comunicare” e io in quel momento avevo bisogno di comunicare.

Quando: il 01/02/2016 pubblicavo il mio primo articolo, ma più in generale il Quando del mio blog risale ad un periodo di profondo sconforto emotivo. Dopo laurea (in storia dell’arte), festeggiamenti, regali e cotillions, la mia tesi è finita tra gli scaffali della libreria. Dopo un paio di colpi di testa da laureata depressa -iscrivermi a spinning, trasferirmi per conto mio e cercare di mantenermi facendo la commessa, garanzia giovani o fare un pessimo colloquio via skype per lavorare a DisneyWorld-, ho guardato le pile di libri che non riesco a fare a meno di portarmi dietro tra un trasloco e l’altro, contribuendo alla colonizzazione di scolopendre e “pesciolini della polvere” e ho pensato: qual è la stata l’unica costante nella mia vita? Ho sempre letto e sempre scritto, magari rende la passeggiata nel tunnel della nullafacenza indotta più piacevole.

Perché: perché poi alla fine io credo che si debba leggere per evadere; il libro come la nostra isola felice. E poi lo scrivere, l’ho sempre trovato terapeutico.

 

 

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