Bottino d’oltremanica #2

Rieccomi a parlare del mio bottino d’oltremanica, ovvero le letturine inglesi che sono tornate a casa con me : )

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Questa volta si tratta di due chicche che non ho potuto fare a meno di portare via con me all’uscita della Tate di Liverpool.

Il primo titolo, con questa copertina di un fantastico blu, è la ristampa/adattamento di un classicone scientifico del 1814, overo La nomenclatura dei colori di Werner di Abraham Gottlob Werner. Egli riuscì a identificare i colori con metodo scientifico dotandoli di nomi universali; esimio mineralogista, descrisse i colori minuziosamente spiegando dove e come poter trovare in natura quella o quell’altra specifica sfumatura. Il pittore scozzese Patrik Syme corredò la guida con campioni di colore corrispondenti alle descrizioni.

Il secondo titolo è Food di Gertrude Stein. Poetessa e scrittrice statunitense (1874-1946), con la sua attività e la sua opera diede un impulso rilevante allo sviluppo dell’arte moderna e della letteratura modernista. Celebre il suo ritratto fatto da Picasso, con il suo appeal, cultura e intelligenza fece del suo salotto il centro della vita artistica, in particolare parigina. Ma non fu importante solo il suo salotto, anche la sua cucina; le sue tavolate sono famose per aver ospitato le personalità più importanti sulla scena artistica e letteriaria del momento. Famoso è il suo rapporto con il cibo, vera fonte di ispirazione e specchio di convivialità e quotidinità. L’orto, curato con la sua compagna Alice B. Toklas, e la condivisa passione per la cucina hanno ispirato interessanti libri di ricette in cui episodi, frammenti di vita, commenti sono tutt’uno con percorsi gastronomici incredibili. Questa sua “visione culinaria della vita” si esprime al meglio -anche se in maniera molto astrusa per un lettore inesperto e… italiano!- in questa piccola chicca edita da Penguin, un tascabile di una sessantina di pagine che viene venduto al prezzo di 1£ anch’esso stanato alla Tate!

Bene, con questo è tutto. Vi risparmio articoli sugli svariati souvenir/capricci tra cui calamite da mettere al frigo (pe cui la mia famiglia mi fa terrore psicologico ogni volta che vado da qualche parte), una carinissima e molto english “single tea pot” e una pochette in forma di lettera di Hogwarts :p

Ciao ciao

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