Perfetto_ Alessia Esse

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Questa è sicuramente una di quelle piacevoli sorprese inaspettate che non ti fanno perdere fiducia nel mondo e fa passare in secondo piano la mia afflizione dinnanzi all’ipocrisia del mondo editoriale “ufficiale”.

Mi è stato detto: il self-publishing non esiste, gli e-book non esistono, non ci può essere anarchia nell’editoria perché qualcuno deve decidere per noi.

Io non la penso affatto così, c’è tanta merda imbarazzante in rete quanta in libreria, editori/editor & Co. non sono più quelli della old school che “questo libro s’ha da fare!”, ma seguono le regole del business per cui se Dan Brown scrive altri 650401847018 romanzi escono a prescindere perché è lui, e dove una tizia che scriveva retroscena piccanti tra Hermione Granger e Draco Malfoy viene assisa in trono manco avesse scritto Alla ricerca del tempo perduto de noi altri… ma va bene, fanno tutti il proprio mestiere, però cazzarola viva il self-publishing sempre e comunque, perché ogni stronzo può scrivere cagate su ogni orifizio della rete e mo vuoi vedere che uno non può condividere il frutto del suo lavoro/passione. Poi se è una cagata Amen. Ha avuto il coraggio di farlo, si spera con principio e serietà.

Dopo questo pippone leggermente infervorato che non proseguo, torniamo al motivo di questa recensione, Perfetto, primo libro della Trilogia di Lilac.

Alessia, hai tutta la mia stima, perché non solo hai avuto coraggio, ma perché mi hai dimostrato che per te era importante scrivere e l’hai fatto e bene anche. Perle tra i porci. Io non sono contro le Fan Fiction come potrebbe sembrare, però ritengo che la scrittura sia importante tanto quanto la storia che si vuole raccontare, lo stile è un biglietto da visita, un segno distintivo, il modo in cui scriviamo una cosa può davvero fare la differenza. E’ su questo che non transigo. Sennò scriviamo libretti delle istruzioni.

TRAMA
In un futuro non molto lontano, la popolazione è composta esclusivamente da donne. La Sindrome Y ha ucciso tutti gli individui di sesso maschile, e la riproduzione è possibile solo grazie al midollo osseo. Gli effetti della Sindrome sono stati talmente devastanti per le donne sopravvissute che ricordare quei giorni è proibito, così come è proibito parlare degli uomini. Musica, film, libri, arte: tutto quello che riguarda il genere maschile è sepolto sotto il dolore.
Nel paesino francese di Malorai, un angolo di paradiso ai piedi di una cascata, Lilac Zinna si prepara al diploma. Diciassette anni, un amore sconfinato per la Storia Moderna e per le regole, Lilac sta per diventare un’insegnante, coronando il suo sogno e quello della nonna Francesca, che si occupa di lei da quando è nata. Lilac è al settimo cielo, e non solo perché sta per diplomarsi: alla cerimonia solenne parteciperà anche Vega G, la donna a capo del governo femminile che regola il mondo.
E quando Vega G si mostra eccezionalmente interessata alla vita di Lilac, arrivando perfino ad offrirle un lavoro per il governo, Francesca – che nasconde un segreto tanto importante quanto pericoloso – decide di affidare sua nipote a qualcuno che avrà il compito proteggerla: due uomini.

Nel viaggio che la porterà lontano da Malorai e da tutto ciò in cui ha finora creduto, Lilac conoscerà un mondo nascosto, imparerà che il cuore può battere forte, e non solo per paura, e scoprirà chi è davvero Vega G.

La storia non ha molto da invidiare agli altri romanzi di genere distopico/YA che girano adesso, dico non molto perché c’è chiaramente del potenziale, ma per raggiungere un certo livello dovrebbero essere curati e approfonditi alcuni dettagli, cosa che mi aspetto perché credo che Alessia sia in grado di soddisfarci tutti ampiamente. Ma capisco anche il bisogno fisiologico di riversare nero su bianco senza essere tolkeniani.

Ho letto il blog di Alessia Esse, ho provato a conoscerla e mi ha fatto sorridere il motivo per cui tutto ha avuto inizio. C’è anche una sezione molto carina dedicata all’approfondimento di luoghi, personaggi e chicche della trilogia 🙂

Entrando nello specifico (ma non troppo perché devo continuare la lettura) ci sono tre cose che devo assolutamente dire.

1_Margot alias Baguette: avrei tanto voluto un’amica come lei. Eccezionale, credo che sia il personaggio più riuscito.

2_Lilac Zinna: scusa Alessia, qua ho avuto qualche problema perché in una delle regioni che ho abitato “zinna” vuol dire “tetta”… comunque.

3_Io capisco la questione, ma non avrei tanto sterminato, quanto sabotato ; )

Au revoir

 

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