Queen of chaos (Il quarto elemento #3)_ Kat Ross

Non posso farci niente… il fantasy è la mia droga. Anche mentre mi dedico o mi impongo letture “più serie” devo per forza introdurne un pizzico.

Queen of chaos, terzo volume dell’esotica trilogia di Kat Ross edito Dunwich Edizioni, era nella mia wish list da tempo. Visto che invece di smaltirla non faccio che rimpinzarla, ho avuto il fugace raziocinio di dedicarmi a terminare almeno questa serie.

Dove eravamo rimasti… 

La nostra eroina Nazafareen è alle prese con il suo nuovo potere, frutto di un’eredità genetica che è stato il colpo di scena del precedente capitolo. Come sappiamo da grandi poteri derivano –sempre- grandi responsabilità, e infatti si rivela un fardello pesante ma soprattutto pericoloso da portare. 
Oppressa da tale potere, che non comprende e che riesce a malapena a controllare, intraprende un pericoloso viaggio attraverso le terre dell’ombra verso la Casa-Dietro-Il-Velo. Un nuovo alleato, preso in prestito dalle schiere del condottiero Alexander, si offrirà di accompagnare lei e Darius alla ricerca di Victor, padre di quest’ultimo, rapito dalla regina Neblis che attende impaziente di far scattare la sua trappola e la sua agognata vendetta.

In parallelo, seguiamo le sorti di un impero sotto scacco dei non-morti attraverso le vicende della fedele amica Tijah che 
conduce un gruppo di bambini in una missione disperata per salvare i prigionieri di Gorgon-e Gaz, la roccaforte dove sono custoditi i daeva più antichi. Per arrivarci, devono attraversare la Great Salt Plain, una terra desolata invasa dagli eserciti della notte, e sperare di sventare un massacro.

Anche il negromante Balthazar sembra a un punto cruciale della sua vita; la prigionia forzata in cui tiene il ritrovato Profeta Zarathustra si trasformerà nell’insperata occasione di redenzione di un’anima insanguinata.

Mentre gli scontri sui vari fronti incombono, verrà rivelata la verità sulle origini dei daeva e sul momento in cui tutto ha avuto inizio.

Per quanto l’intera serie mi sia piaciuta, questo terzo capitolo non è all’altezza degli altri. Non lo definirei elettrizzante, solo una degna quanto onesta conclusione. Non mi si sono rizzati i capelli sulla nuca né ho palpitato. Niente finale epico e fuochi d’artificio.

Si tratta di un romanzo corale, quindi più o meno ogni personaggio principale ha una voce. Il fatto è che nei primi due capitoli della saga, tali personaggi costituivano un fronte unico mentre qui, dividendosi le strade, la vicenda viene centellinata e allo stesso tempo dilatata. Diciamo che più che chiudere un cerchio unico, grande e bello, Kat Ross ha puntato più a una formazione tipo intreccio di anelli olimpici. Quindi, per quanto i filoni narrativi convergano verso un unico alla fine, il respiro dato agli altri personaggi, anche originariamente secondari, rende un po’ insipido il finale. Alt, c’è un motivo più che valido: la Kat Ross ha creato altre due saghe, l’una ambientata in epoca vittoriana e in stile steampunk con protagonisti Tijah e il suo nuovo daeva (i legati vivono mooolto a lungo), l’altro con Nazafareen e Darius, attivi però su diversi fronti che sviluppano eventi legati alle “brecce” aperte nel pieno di Il quarto elemento.

Da quanto ho capito si possono leggere anche indipendentemente, sta di fatto che non sono state ancora tradotte in italiano.

Dunque, lo consiglio? Sì. Rimane una bella trilogia, piena di nuovi spunti, interessanti ambientazioni e personaggi, e non si tratta neppure di troppe pagine. Se avete il gusto dell’esotico e le strizzatine d’occhio alla storia condita con un po’ di fantasy e, aggiungo, se vi è piaciuta la saga di Alwyn Hamilton, annoverate pure Il Quarto elemento alle vostre letture.

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