Shatter me (trilogia)_ Tahereh Mafi

Dopo mezza pagina ho detto: “Fermi tutti, ho sentito qualcosa”. Quello che ho sentito è la voce di Tahereh Mafi. Ormai le saghe distopiche sono in acclamato e rifinito filone letterario splendidamente inesauribile ma enormemente battuto, ergo un’arma a doppio taglio. Ho imparato due cose principali leggendo saghe distopiche + o – fantasy +o – sci fi

  1. Il background letterario deve essere fortemente radicato e il world building impeccabile;
  2. Deve grondare cazzutaggine.

264 giorni chiusa in una cella, senza contatti con il mondo, perché Juliette ha un potere terribile: se tocca una persona può ucciderla. A tenerla prigioniera è la Restaurazione, un gruppo militare che intende usarla come arma. Un giorno nella sua cella entra Adam, un soldato semplice che scopre di essere immune al suo tocco. Insieme possono fuggire e unirsi ai ribelli che si battono contro la tirannia. Ma il confine tra Bene e Male è spesso oscuro e per Juliette non sarà facile capire di chi fidarsi, né accettare il proprio potere distruttivo per metterlo al servizio della Resistenza, e ancora meno scoprire che quasi tutte le sue certezze erano sbagliate.


(Un pochino di spoiler)

La sinossi sembrava vagamente cazzuta, insomma lo sappiamo tutti che spesso e volentieri le trame sono ingannevoli, si deve provare.

Le prime parole della Mafi mi hanno fatto ben sperare. Mi piaceva il ritmo, un po’ precario, un po’ affetto da disturbo ossessivo-compulsivo e siamo andati alla grande fino fino alla fine del primo episodio. Ho letteralmente bevuto la trilogia, composta da Shatter me, Unravel me e Ignite me in tre giorni, esattamente un giorno per ognuno, complice la scorrevolezza della vicenda e un contesto semplice, forse un po’ ingenuo: non si sa dove siamo, non sappiamo cosa è accaduto ma sappiamo che qualcosa è effettivamente successo perché Juliette, la protagonista, è chiusa in una cella e spia fuori ricordando a stracci un mondo precario e sull’orlo della rovina. Rovina che scopriremo essere arrivata ma senza grande menzione se non che questa fantomatica Restaurazione ha preso il potere, diviso (ovviamente) il globo in settori/campi di concentramento, che il pianeta maltrattato ci ha sputato in faccia, che tutto è cenere, tutto è merda e la popolazione si è ridotta a poveri disgraziati. Sappiamo meglio cosa è accaduto a Juliette, perché si trova da 264 giorni in cella in una struttura anonima e dove l’unico segno di vita sono le urla degli altri detenuti che la tormentano di notte, detenuti di cui non si farà più menzione, mai mai più, neppure nel momento di rivalsa e giustizia. Ma torniamo a Juliette; lei ha questo tocco mortale di cui si dibatterà la natura per tutta la trilogia – bene o male, dono o maledizione, sono un mostro o posso cambiare le cose? Sta di fatto che sin da bambina le è valso solo dolore e il titolo di reietta a scuola e in famiglia, situazione che si è aggravata quando, nell’intento di aiutare un povero bambino ignorato dalla madre degenere, lei lo tocca e lo uccide. Da qui, al mostro! E via di sedute mediche, psichiatriche, elettro shock e detenzione coatta. Adesso lei è detenuta in questo centro anonimo e neanche sa cosa ne è stato del povero mondo fuori dove non si vede neppure un uccello volare, dove sta piano piano perdendo il senno. Poi un giorno la sua solitudine viene interrotta da questo ragazzo sbattuto proprio nella sua cella. Paura e sgomento, Juliette non solo è sempre stata maltrattata e ha una paura fottuta di ammazzare qualcuno senza volerlo, ma non parla o vede nessuno da 264 e, peggio ancora, non viene toccata. Essendo Adam bellissimo, familiarissimo è preoccupatissimo, via di batticuori, respiri corti e farfalline nello stomaco.

La coincidenza mi ha puzzato subito, sapevo che c’era qualcosa di subdolo sotto e in realtà l’ho ben sperato. Alla fine è stato un Ni; l’introduzione di Adam aveva un secondo fine, ovvero la Restaurazione che in realtà tiene d’occhio Juliette conosce il suo terribile potere e vuole sfruttarlo, così manda Adam perché ha conosciuto Juliette a scuola e conta di usare la sua gentilezza per far leva su di lei. Fin qui tutto bene. Poi cominciano i guai e non per i protagonisti, per il lettore.

Entra in scena questo principe machiavellico di noi altri, maniaco del controllo, crudele, subdolo e affascinantissimo che, alla veneranda età di 19 anni, è a capo di uno dei settori principali della Restaurazione. Lui brama il potere di Juliette e da qui a bramare lei il passo è breve. Mi piacciono questi triangoli un po’ dannati dove l’eroina si fa le pippe mentali perché tutto sommato quel subdolo stronzo senza cuore la sconfinfera in un modo che non capisce, e lei ovviamente lo rifugge perché, sentendosi mostro, non può assecondare le attenzioni di chi non trova sbagliata la sua persona. E qui, signori e signore, è iniziato il mio sconcerto, di pari passo con il dramma di una ragazza debole, depressa, vittima di pianti cronici, un mostro che non si capacita di come qualcuno possa amarla, guardarla, salutarla, perché non muoio eccetera eccetera. Il primo libro tiene ancora perché il ritmo è buono, la voce di Juliette mi piace nonostante i piagnistei e la scrittura è ricca di metafore e similitudini ben calibrate, bella oserei dire. Poi nel 2 e nel 3 la scrittura della Mafi diventa l’imitazione di se stessa e la carica iniziale si consuma capitolo dopo capitolo. E cominciano le sviolinate. Allora, io capisco il dramma personale, capisco anche quello sentimentale e il triangolo amoroso che dava un po’ di pepe dove avrebbe dovuto farlo l’azione inesistente, ma tra queste pagine si rasenta il ridicolo. Uomini con il ciclo mestruale ecco cosa sono, sia Adam -divenuto insopportabile già al secondo libro- che Warren, su cui puntavo parecchio, lentamente apprezzato nella prima crudele quanto suadente personalità, fino poi a diventare ridicolo. Sviolinate dell’uno e dell’altro nei confronti di questa Juliette manco fosse la Madonna scena tra noi per salvarci e bearci. Sviolinate. Sviolinate. SVIOLINATE!

Non. È. Possibile.

Io sono convinta che questa trilogia dovesse essere altro, credo che la Mafi a un certo punto si sia impantanata e abbia fatto una scelta, sbagliata per quanto mi riguarda. Perché ero pronta a sorbirmi l’ennesimo contenuto stile x-men trito e ritrito ma non per questo esaurito, della ribellione di cui viene a malapena codificata l’etica o le intenzioni e liquidata con i quattro soliti ideali. Gli altri, pochi e neanche tanto buoni, se non per strappare un sorriso tra un dramma sentimentale e una sviolinata tanto per cambiare. Poi un barlume di crescita; se mi devo sorbire il dramma almeno apprezzo il cambiamento di Juliette che inizia a capire di poter fare la differenza, che lei non è quello che di merdoso la gente pensa di lei senza neppure conoscerla -proprio questo la farà avvicinare a Warren. Juliette inizia davvero a concentrarsi su se stessa a tirarsi fuori da una relazione che -si rende conto- predilige il suo lato vulnerabile, mentre Warren sembra spronarla a trovare la sua forza; credibilissimo lei che si chiede se quello che prova per Adam sia vero amore o solo l’euforia del momento delle ovaie in subbuglio dopo anni di maltrattamenti e isolamento e odio per se stessa. Un piacevole quanto inaspettato ribaltamento della situazione, l’unico momento interessante di tutta la vicenda – anche se daje di sviolinate – perché Mafi mi aveva rassegnata all’amore tormentato di Adam e Juliette -nonostante parteggiassi per Warren, salvo poi che viene il ciclo mestruale anche a lui e dunque ciao. Di tanto in tanto altri tentativi di momento shock, sentiti più con la testa che con il cuore, sono quasi inutili ai fini della vicenda che si conclude con il ridicolo faccia a faccia tra il cattiverrimo e la nuova Juliette e… e poi ti rendi conto che è tutto finito, sei al 99% è quelli che stai leggendo sono i ringraziamenti e no, non c’è un quarto libro.


Bene. Dunque. Il finale che posso offrirvi io è immaginare la sottoscritta che resta imbambolata 10 secondi a fissare quell’ ultima pagina di questa trilogia e poi, come se non fosse successo niente, come se i tre giorni attaccata alle pagine non fossero esistiti, va alla home del Kindle e seleziona la nuova lettura.

Go on Cuore oscuro di Naomi Novik (a brevisssssssssssimo).

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