La Maledizione degli Enderson #2. Il Sacrificio_ Deborah Fedele

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Rieccoci qui, alla prese con Andrea & Co. Ci ho tenuto a far passare un po’ di tempo tra la lettura dei due, sperando che il distacco mi avrebbe rinfrescato i sensi. Ci eravamo lasciati con un Sì, non pieno. Dunque facciamo questo bootcamp.

Tenuta a fare i conti con la sua natura da Creatura Mezzosangue, Andrea si ritrova risucchiata nella nuova vita: l’arrivo a Pommerway (la scuola per Cacciatori), gli addestramenti, i nuovi poteri difficili da gestire, nuove amicizie e lo sprezzo dei più. La famiglia Enderson si dimostra subito pronta a sostenerla, tutti tranne Jack Enderson. Insofferente alla sua presenza, non si fida di lei e cerca di tenerla sempre sotto controllo.
E mentre Andrea perde sempre più fiducia in se stessa e nel mondo che la vede più come una minaccia che un’alleata, iniziano incubi notturni a base di morte che trovano riflesso nei brutali omicidi che spaventano il mondo intero. Andrea cercherà di tenere a bada il lato oscuro che sembra possa impossessarsi di lei da un momento all’altro ma anche di far luce sul suo misterioso passato e sulla famiglia Clavester, di cui nessuno ci tiene a parlare. 
Il palese odio dei compagni di scuola, le difficoltà a gestire i poteri, la paura per il futuro, e quelle continue visioni in cui vede se stessa uccidere, potrebbero indurla a stringere alleanze persino con chi, fino a quel momento, era stato un nemico…

Ho riletto la mia precedente recensione per avere la prova che questo secondo episodio non si discosta molto dal primo. Per quanto si sforzi, la protagonista mi trova indifferente; è scontata, abbastanza patetica, vittima patologica e per di più intorno a lei si muovono una serie di personaggi assolutamente stereotipati sul modello di: a)la tipa che ti prende estremamente sul ca***; b)la tipa che ti eleva automaticamente a sua migliore amica; c)il “cattivo” che è tale solo per esasperare la situazione di vittima della protagonista; d) lo stronzo che si rivela l’ancora di salvezza.

Detto questo, mi trovo davanti a un caso particolare in cui, nonostante il brodo sia il solito, non è detto che non sia saporito. Alla fine Deborah è stata coerente e ha portato a casa un altro buon risultato; le “capriole” strategiche di certi passaggi in favore di colpi di scena (pochino pochino forzati) e le ipotesi adeguatamente smontate sono riuscite nel loro intento e siamo migliorati anche per quanto riguarda i dialoghi (troppo forzati al primo) anche se ancora un tantino “pipponi”. Ribadisco la mia preferenza per il discorso diretto e scarno, per le “sporcature” e qui ci sono ancora troppi fronzoli, gente che parla “troppo” italiano. Ho trovato che la mano della scrittrice si sia sciolta un poco, ma non abbastanza, ancora troppo compita dunque.

L’unico personaggio degno di nota è proprio Jack. E mi stupisco di me stessa. Certo, stereotipo portami via, ma gestito bene. Il “gioco” a cui sta giocando o che ha iniziato, per poivederselo sfuggire di mano, l’ho trovato abbastanza intrigante, ma è anche merito del secondo personaggio degno di nota: il Preside della scuola che spero resti machiavellico, megalomane e impunito.

Mentre il “primo” finale è un po’ scivolato dolcemente e pucciosamente sulla cacca, questo qui (non per la terribile dichiarazione finale di Jack che era talmente a cuore aperto che gli ho visto le valvole cardiache) ha tenuto duro: parlo delle rivelazioni di…. ah no, non posso dirvelo. Zan zan zaaaan.

UNA COSA però, davvero, non mi è andata a genio e ho trovato particolarmente fastidiosa. Ci sono delle cose nella trama, nei personaggi, nei luoghi, nei modi, insomma sparse un po’ dappertutto ma terribilmente invadenti…. è tutto molto POTTERIANO. Sì, potteriano. Deborah, sei partita un po’ per la tangente… ma non è per principio, è solo che non mi è piaciuto leggere delle cose e trovarmi a immaginarne delle altre relative a quel mondo. Rifletteteci. Amo quel mondo, ma non le similitudini così sfacciate.

COMUNQUE, ADESSO VORREI CAPIRE. Ma, ma…. arriva sto TERZO episodio? No perché, cioè… insomma… capito?!

 

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