Golden son. Il segreto di Darrow_ Pierce Brown

Noi lo sappiamo qual è il segreto di Darrow, insomma, noi che abbiamo letto Red rising; adesso vorremmo sapere qual è il segreto di Pierce Brown.

Sono entusiasta signori e signore. Davvero potrebbe essere il miglior sci-fi degli ultimi tempi?

Con questo secondo episodio della trilogia RED RISING, Pierce dimostra seriamente di avere le carte in regola per essere un validissimo autore e di essere in grado di darci in pasto -dopo averci reso voraci di Darrow & co.- una delle saghe più epiche di sempre. Perché è di autentica epicità che si parla, trasuda da tutti i pori di questo romanzo, ci fa sentire i tamburi sommessi, il loro ritmo dentro lo stomaco.

“Tu per cosa vivi?”

E’ una frase, una domanda, che viene posta nelle ultimissime pagine, una decina dal devastante finale. La domanda la pone Darrow stesso e posso definirla il fulcro di tutta la storia. Per cosa si vive, o meglio, per cosa si sceglie di vivere? Perchè è di scelte che si parla; giuste, sbagliate, pericolose, necessarie. Avremmo detto che Darrow vivesse per la vendetta, per il sogno di Eo; lui, un Rosso, un minatore costretto a scavare nelle profondità del pianeta Marte per terraformare una casa per le future generazioni, per dare una speranza a chi ancora può anelare ad essa, perché di certo non sono i Rossi ad averne o a giovarne. Ma lui e la sua gente sono stati traditi, traditi da una società guidata da una casta di privilegiati, gli Oro, che dall’alto delle loro lussuose fortezze erette sul dolore e sulla morte dei colori inferiori, sanno solo mentire per il proprio beneficio, sanno solo sopraffare e manipolare.

Pierce Brown ha inventato un meccanismo sociale complesso, di micidiale attualità, fondato sui colori, ognuno con il proprio posto e ruolo da ricoprire, dal più nobile al più infimo. Mentre nel primo capitolo cose e nomi venivano buttate lì alla rinfusa spiazzando il lettore, qui la tecnica si affina e diventa più accurata regalandoci scorci fantastici, descrizione di una tecnologia e una società concepite da un’ossessione per i particolari e da un’audace spregiudicatezza nell’invenzione. E ci sono i vecchi amici che hanno avuto modo di crescere, evolversi, dando vita a un intreccio di relazioni e personalità tanto forti e riconoscibili da trasformare la lotta del singolo in un romanzo corale. Ma è sempre la voce di Darrow a guidarci in prima persona, una voce che si fa amare, che ci guida tra le stelle così come all’interno della sua anima. Troviamo infatti un Darrow più introspettivo, un Darrow che se nel primo abbiamo trovato infallibile e in ascesa, ora è fragile e spaventato, stanco di fingere, con l’ago della bussola pericolosamente oscillante come la spada sopra la sua testa, in un mondo dove basta una parola sbagliata, una mossa falsa, una decisione presa in ritardo per avere dolore, morte o vita e riscatto.

Ho trovato questo secondo capitolo molto più maturo del primo: la guerra nello spazio si intreccia con gli intrighi del potere, il linguaggio crudo dell’azione a quello raffinato dei dialoghi. Golden son ci trascina in un’avventura di cui è sempre più difficile immaginare lo sviluppo, figurarsi la fine; già dalla prima pagina veniamo catapultati al centro dell’azione e non ci sarà un attimo di tregua. Questo romanzo è un delirio: si ribaltano continuamente fronti, alleanze e strategie, le trame si infittiscono e si ingarbugliano fino a lasciarci senza fiato nell’ultima pagina.

Insomma, aspettative confermate e contorcimento di budella in vista della lettura del terzo capitolo Morning star.

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Autore: Marty

Chi sogna di giorno sa molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte.

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