POSSESSIONE. Una storia romantica_ A.S.Byatt

Non posso negarlo, è stato faticoso.

Non in senso negativo, niente affatto anzi, di quelle fatiche che ti ripagano in tutto e per tutto. Qualcuno l’ha definita la detective story inglese del secolo, in cui non scorre una goccia di sangue ma fiumi di inchiostro. E’ vero, scorrono parole da ogni tempo, luogo, persone, impetuose cascate di parole, placidi bacini di parole, spensierati ruscelli di parole.

Roland Michell, giovane studioso londinese riservato, trova accidentalmente in un libro appartenuto a un poeta vittoriano delle bozze di lettera indirizzata a una donna. Roland credeva di sapere tutto sul suo amato Randolph Henry Ash e invece si ritrova posseduto da questo inaspettato risvolto. Si improvvisa detective, scopre l’entità della destinataria della missiva (un’aspirante poetessa con una stravagante e oscura passione per le favole bretoni) e coinvolge nelle ricerche la collega Maud Bailey, ricercatrice al Centro delle Donne e grande esperta di Christabel La Motte. Ripercorrendo i passi della donna e dell’uomo vissuti un secolo prima, visitando i luoghi dei loro incontri e studiando le opere, i due giovani ricostruiscono e ben presto rivivono una perduta storia d’amore. 

Possession, a Romance (nel titolo originale) è stato edito da Einaudi nel ’92 dopo aver subito riscosso un successo mondiale. Antonia Susan Byatt scrive muovendosi su piani astrali di grande fascino, tra il romanticismo ermetico ma turbolento dell’età vittoriana fatto di poesia e gli approcci più rapidi e scarni del presente. Il romanzo è scandito dal continuo andare avanti e indietro nel tempo, tra l’epoca vittoriana e la seconda metà del Novecento, un viaggio senza sosta non sono tra le epoche, ma tra gli stili; ci sono intere pagine di versi, diari, trattati, favole e interi poemi provenienti dalla penna dell’uno e dell altra, dichiarazioni celate da dissertazioni filosofiche, interrogativi intellettuali, domande esistenziali, ma soprattutto letteratura e poesia così stramaledettamente autentica e meravigliosa, onesta, che non può essere tutto frutto di questa immensa, intelligente, brillante scrittrice. E invece sì, la Byatt si immedesima nello spirito dei tempi con una grande onestà intellettuale e indossa come un guanto le spoglie dei due protagonisti vittoriani muovendo le loro penne.

Ma non sono i due unici personaggi che fa vivere in modo così autonomo. Intorno alla vicenda passata, richiamo intellettuale tanto potente da possedere tutti quelli intorno, circolano appunto una serie di personaggi dalla personalità scolpita nella pietra, tutti ugualmente importanti nel coro di voci che muove gli ingranaggi dell’ingegnoso meccanismo e che porterà alle ultime densissime cento pagine e al toccante epilogo.

p.s. nel 2002 ne fu fatto un film con Gwineth Paltrow & Aaron Eckhart, Jennifer Ehle & Jeremy Northam… ma proprio no. Insomma, è un altra cosa.

Buona lettura 🙂

 

 

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Autore: Marty

Chi sogna di giorno sa molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte.

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