Alice nel paese della vaporità_ Francesco Dimitri

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Voglio fare una grossa premessa: prima di riuscire a recensire questo… romanzo, sono passati giorni e giorni fra arrovellamenti cervellotici ed esami di coscienza. Ho letto tutte, e dico TUTTE, le recensioni su Goodreads e blog vari per farmi aiutare a capire. Quello che avevo bisogno di capire, in vera sintesi, era la “natura” del… romanzo, ma, più di tutto, ciò che io provavo e sto ancora provando nei suoi confronti. Perché si, sono molto confusa, su tutto, su tutti, non ci ho capito niente. In realtà ho capito tutto riguardo al… romanzo, ma sono confusa e perplessa lo stesso. AMMETTO di aver avuto bisogno di leggere parole altrui per farmi un’idea definitiva riguardo i miei sentimenti poiché, se avessi dovuto fare una recensione a fine lettura non ci sarebbe stato il solito istinto, il solito flusso di coscienza ad aiutarmi perché questo… romanzo mi ha lasciato il vuoto dentro. L’unica soluzione era che io andassi da Dimitri e girassi un video mentre gli tiro il kindle in mezzo la fronte. Quel video sarebbe stata la mia recensione.

Ma visto che io non so dove abita Dimitri, mi sono documentata, e questo è quanto.

TRAMA

Ben è un giovane londinese che soffre di allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un libro che si chiama “Alice nel Paese della vaporità”. Noi con lui seguiamo la storia di Alice, un’antropologa che vive in una Londra Vittoriana che non c’è mai stata. Alice viaggia nella Steamland, una terra invasa da un gas che provoca allucinazioni e mutazioni. Una terra in cui la realtà cambia a ogni istante, in cui “giusto” e “sbagliato” sono soltanto parole, e in cui le parole stesse si trasformano in odori e sensazioni. Quella di Alice parte come una ricerca, ma si trasforma subito in una lotta per la vita e per la morte. Alice dovrà sopravvivere in una terra oscura, in cui non c’è differenza tra orrore e meraviglia. Ben legge la sua storia. E qualcosa succede anche a lui.

Questa è la trama. L’avete letta? Vi ha incuriosito, vero? Bene, dimenticatevela.

Stando alla suddetta descrizione Ben sembrerebbe il protagonista della vicenda, o meglio, il pilastro portante. Non è vero. Ok, cerco di essere più professionale. Non è così che viene percepito perché Dimitri l’ha trattato male. Ma andiamo con ordine. Perché ha trattato male tutto.

Ben è un ragazzo affetto dalla sindrome di Alice nel paese delle meraviglie (esiste davvero) e fa, credo, il correttore di bozze per una casa editrice, o addirittura l’editor, non l’ho capito. La sua esistenza è segnata da questa malattia e di recente anche da un evento tragico: la morte di sua sorella causata da un incidente stradale che vede colpevole lo stesso Ben. Inoltre si è da poco mollato con il suo ragazzo (Ben è bisessuale) e quindi la sua situazione di sconforto-depressione è quasi al limite. Una sera gli arriva per email un romanzo da fonte sconosciuta che Ben inizia a leggere, il romanzo è in pratica quello che leggiamo noi di Alice & co. e quindi diventa una storia nella storia dal risvolto ( che non spoilero) frettoloso e minimamente sorprendente, forse l’unica nota positiva che però se non ci fosse il resto del romanzo sarebbe stato meglio. Con questa costruzione Ben aveva le carte in regola per essere un protagonista interessante, peccato che alla fine gli viene dedicato si e no il 20% del romanzo e questa minima percentuale ha anche la pretesa di essere esaustiva. Le parti relative a Ben ci vengono somministrate con il contagocce, in favore di un’ eroina di una piattezza immonda, ma dalle pretese degne del nome. Alice è un’antropologa di 29 anni con un passato di violenza infantile. Viene salvata da un personaggio di cui non ricordo il nome e che tanto viene dimenticato (insieme al passato che mi sembrava degno per spunti interessanti) e  quindi ciaone. Alice è annoiata dalla vita, da Londra (ah siamo a Londra! Grazie. Stop, chiuso capitolo Londra). Cerca svago in occasionali partners sessuali (e mi/vi risparmio la parentesi partners sessuali di Alice) che però si rivelano tutti fuffa e quindi decide di tentare l’intentabile: infiltrarsi nella Steamland, una specie di periferia affogata nella vaporità (tipo gas di scarico che danno effetti da LSD) in cui si celano orrori inimmaginabili. Più ci si avventura in questo luogo, più emergono dalla nebbia situazioni e personaggi con un chiaro ma debolissimo richiamo a quelli dell’opera di Carrol e l’avventura di Alice diventa il canonico “viaggio/ricerca dell’eroe” che però si riempie fino all’orlo di eventi e dialoghi piatti e ridondanti, personaggi improbabilmente improbabili e tutto inizia a strabordare da un orlo già al limite fino all’esaurimento-nausea e….si, al 40% del libro ho iniziato a saltare le pagine. Ecco, l’ho detto. Pagine e pagine di concetti mistici e filosofeggianti, elucubrazioni su alberi, esistenze, ombre, sogni, lasciati andare, perché è così, non guardare osserva, senti con le mani e tocca con l’olfatto, i fiori…. mi stavo dando il kindle in faccia. Non ci ho capito una mazza, anzi ho capito, ed è una strabiliante cazzata. Ma non sono io, è che Dimitri si è perso, voleva fare sun tzu parlando come il buddah e bo… Alla fine Dimì hai attaccato il pippone supremo, forse non vedevi l’ora di liberarti e forse ci sei riuscito, se me lo avessi chiesto ti avrei consigliato di scrivere un bel saggio, perché così hai solo rovinato la tua storia, usandola come un cavallo di Troia.

Questo romanzo poteva salvarsi in più occasioni, ma sono tutte implose. La storia si rivela un tradimento continuo ai danni del volenteroso lettore, dall’incipit steam-attaccato alla qualunque per provare (a chi, a te stesso?) che stiamo leggendo un romanzo steampunk, dalle intenzioni, appunto, steampunk che precipitano miseramente ad ogni tentativo calcolato male o forse non calcolato per niente, dimenticato. Il contesto manca completamente, anzi, forse lo indica la trama, ah si nominano un paio di volte Londra e il resto del lavoro dobbiamo farlo tutto da soli. Ci sono troppe TROPPE cose che vengono buttate lì e DIVENTANO o SONO perché lo dice Dimitri ebbbasta.

E il finale… imbarazzante, frettoloso, imbarazzante, deludente…. è un FINALE BO.

Grazie a tutti.

 

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Autore: Red Reader's Hood

Ho 25 anni, ma non li dimostro e ancora non ho capito se è un bene o un male.

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