Shadowhunters_ Cassandra Clare

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Si, lo so, è assurdo che io abbia letto Shadowhunters dopo dieci anni, ma c’è un’ottima ragione: le copertine mi facevano cagare. Oltretutto hanno iniziato a farne diverse a seconda dell’edizione e della casa editrice e io odio ritrovarmi a collezionare una saga dalle copertine diverse, quindi ho pazientemente aspettato, finché la Mondadori non si è salvata in calcio d’angolo proponendo l’edizione che raccoglie i sei romanzi in due volumi.

Ed eccola qui, non è bellissima?

In questo volume, grosso quanto la Bibbia di Gutenberg, sono raccolti Citta di Ossa, Città di Cenere e Città di vetro. 

A mio modesto parere, è stata una gran pensata, non per il formato, perché è davvero poco maneggevole -mi è venuta un’infiammazione al tunnel carpale per tenerlo in mano-, ma per il semplice motivo che leggere la prima trilogia tutta insieme ha una resa pazzesca. I tre episodi contenuti vengono resi molto meglio se letti senza pause. Lo so, questo è un privilegio per chi ha atteso -non immagino l’ansia di dover aspettare che ne esca uno alla volta- perché l’ho letto tutto d’un fiato. Considerando anche che con questi primi tre episodi si chiude un cerchio.

Non vi sciorino le varie trame, faccio io un breve -ci provo- riassunto.

Clary (Clarissa) Fray è un’adolescente che vive a New York con sua madre Jocelyn, ha un migliore amico Simon che per lei è come un fratello (per lei). Una sera decide di entrare in una specie di discoteca chiamata Pandemonium e assiste all’omicidio di un tizio, vedendo perfettamente in faccia i tre ragazzi che lo uccidono. Ovviamente non ci pensa neppure a farsi gli affari suoi, dopotutto chi, alla vista di un omicidio, non insegue il carnefice? Vabbé, pippe mentali varie perché nessuno le crede, semplicemente perché nessuno può aver visto nulla dal momento che Clary non è una Mondana, come le dirà l’affascinante Jace Wayland. Scopre che i tre, tra cui Isabelle Lightwood e suo fratello Alec, sono Shadowhunters e il loro compito è andare a caccia di demoni (e il tizio che hanno ucciso è proprio uno di loro). I due, insieme a Jace, possono rendersi invisibili ai Mondani grazie alle rune tatuate sulla pelle, che conferiscono loro anche altri poteri. Dopodiché c’è un po’ di casino: la madre di Clary viene brutalmente aggredita e rapita. Così Clary inizia a conoscere il mondo degli Shadowhunters attraverso gli occhi e i racconti di Jace, che la porta all’istituto e cerca di aiutarla. Scoprirà che fin da bambina sua madre ha occultato i suoi ricordi e i suoi poteri con l’aiuto di Magnus Bane, il sommo stregone di Brooklyn, da cui si fa portare per saperne di più.

Effettivamente anche se la sintetizzo io la trama è davvero troppo lunga. Vabbè stringo.

Il filo conduttore che apre e chiude questa trilogia è ostacolare i piani di Valentine, nonché padre di Clary, il cui intento è rivoltare il Conclave, artefice degli accordi di pace con le altre creature, ovvero i Nascosti (lupi mannari, popolo fatato, vampiri e compagnia bella) e purificare il mondo creando una frotta di Shadowhunters al suo servizio. Per farlo ha bisogno degli Strumenti Mortali -la Coppa Mortale, la Spada Mortale e Lo Specchio- la cui ricerca scandirà il ritmo dei tre romanzi.

SPOILER, MA NON TROPPO

Per ultimo, ma non meno importante, la relazione che intrecciano Clary e Jace. I due si piacciono subito, lui è bello, misterioso e spudorato, lei ha solo un amico ed è un pò una sfigata, quindi è fatta, niente di nuovo, se non fosse che i due scoprono (o meglio, vengono indotti a pensare) di essere fratelli. ZAN ZAN ZAN. Credo sia il primo incesto letterario che abbia mai letto, credibile, ricco di suspense, incantevole, passionale e pericoloso, ma sono sicura che nessuno ci ha creduto veramente. (non scendo nei particolari perchè è un bel viaggio quello attraverso la loro storia). Ma non importa, perché il ritmo serrato rende tutto troppo troppo coinvolgente per preoccuparsene subito o avere il tempo di rifletterci sopra tra i “non è vero, non può essere” e i brividini che ti prendono quando i due si scambiano tormentatissimi sguardi e incandescenti sfiorate.

Il punto di forza di questo romanzo, oltre ad una trama solida e ben radicata al terrendo di uno dei più accattivanti episodi del vecchio testamento, sono i personaggi: ognuno di loro ha una personalità forte e indipendente, ognuno ha la propria storia.

La VERA PECCA è che tutti, tutti, sono più interessanti di Clary. Si, avete capito bene. E’ praticamente quasi inutile. Conoscete la puntata di Big Bang Theory dove Shaldon fa vedere a Amy Indiana Jones e l’ultima crociata e alla fine lei gli fa notare che con o senza Indi i nazisti sarebbero stati sconfitti ugualmente? Bene, è proprio così per la “protagonista” del nostro romanzo. Non è un brutto personaggio, ma stereotipato e di poco spessore in confronto a tutti gli altri. E’ un vero peccato, anche se verso la fine si risolleva un po’ perché fa EFFETTIVAMENTE qualcosa, bo…. non so.

Jace è il vero protagonista, bello, tormentato, sfacciato, irriverente, forte. Autentico. A mio parere la VERA STORIA è la sua.

Quella di Alec è Magnus è una parentesi davvero coraggiosa -parliamo comunque di dieci anni fa) e sincera, romantica e vera con i suoi dubbi e le sue incertezze, e credo che la Clare sia stata la prima ad infrangere un cacchio di tabù. Quindi clap clap. Il tutto corredato dalla presenza di spirito di un più consapevole Magnus.

Ma senza i batibecchi e le entrate in scena di Simon a questo romanzo sarebbe mancato un ingrediente fondamentale, un ingrediente che ha avuto il giusto spazio, anche più di quello che mi sarei aspettata e ne sono stata contenta.

La prima trilogia è stata divorata con famelicità, ansia, gridolini di gioia nel bel mezzo della notte e mi è anche scappato qualche singulto tra una parolina di Jace e l’altra, quindi sono soddisfatta e posseduta da quel misto di ansia e desiderio al cospetto della seconda parte di questa storia.

Dunque, a risentirci.

P.S. a breve un resoconto sul film, rivisto in occasione della fine della lettura

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Autore: Red Reader's Hood

Ho 25 anni, ma non li dimostro e ancora non ho capito se è un bene o un male.

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